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martedì 17 Maggio 2022
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Toni Capuozzo sarcastico con il battaglione Azov: “Gli eroi che scansano la morte al momento della verità”

Toni Capuozzo: “Gli ‘eroi’ del Corriere della Sera che al momento della verità scansano la bella morte e chiedono permessini e corridoi umanitari.”

Toni Capuozzo contro il battaglione Azov: “Come scansano la morte al momento della verità”.

Toni Capuozzo, dalle pagine social, continua ad analizzare le vicende della guerra in Ucraina, che potrebbe arrivare a un punto di svolta il 9 maggio, data di fondamentale importanza per i russi, che festeggiano la vittoria contro i nazisti nella seconda guerra mondiale.

Nel suo ultimo commento alle vicende ucraine Capuozzo si è occupato della storia dell’evacuazione di civili dall’acciaieria Azovstal:

Ne sono usciti con il contagocce, e non per responsabilità russa. Fra il 30 aprile e il 1 maggio hanno lasciato la fabbrica 101 persone. Sessantanove tra loro, dunque una maggioranza, hanno scelto di proseguire verso l’Ucraina governativa. Trentadue invece hanno scelto di rimanere nelle repubbliche secessioniste”.

Arriva poi la stoccata al famigerato battaglione Azov:

“Nonostante fossero rimasti a vivere come topi nell’ultima trincea di Azov – ha continuato Capuozzo – gli ‘eroi’ del Corriere della Sera che al momento della verità scansano la bella morte e chiedono permessini e corridoi umanitari. Report ha avuto il coraggio del tutto insolito per le grandi televisioni e di più per la Rai, di raccogliere i racconti dei civili di Mariupol, la città martire. E raccontano di chi li ha usati come scudi, e di chi li ha, se non martirizzati usati e gettati.  Non mi ha sorpreso.”

“La guerra ha sempre due volti, e due propagande,” ha concluso il giornalista. “Finora, quella di Kiev, che ha il fascino della vittima, dell’aggredita, ha avuto via libera in ogni circostanza. Come se la propaganda, in guerra, fosse una sola”.

 

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Francesco Borgonovo “Il lavoro dei giornalisti è quello di farsi delle domande sulla verità ufficiale, di indagare e di ricordare le cose che non tornano.”

 

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