15.4 C
Rome
martedì 17 Maggio 2022
In EvidenzaUsa, Contras e lo scandalo Irangate: le resistenze dimenticate

Usa, Contras e lo scandalo Irangate: le resistenze dimenticate

Le giravolte dimenticate della politica Usa finita nella bufera del cosiddetto Irangate che coinvolse vari alti funzionari e militari dell’amministrazione Reagan, accusati dell’organizzazione di un traffico illegale di armi con l’Iran per finanziare occultamente i Contras in Nicaragua.

Usa, Contras e lo scandalo Irangate

Febbraio 1986. Forze della resistenza iraniana festeggiano l’avanzata vittoriosa su Bassora.

Lo scandalo Iran-Contras portò alla luce il sostegno militare USA al regime degli ayatollah, insediatosi al potere nel 1979, con la rivoluzione islamica che, tra le molte cose, costò la rielezione al presidente democratico Jimmy Carter, a causa dell’assedio dell’ambasciata USA e al fallito tentativo di liberazione con l’intervento dei corpi speciali.

La rivoluzione destituì lo scià Rheza Palevi, garante degli interessi delle multinazionali angloamericane nello sfruttamento delle risorse petrolifere del paese.

L’appoggio militare americano alla repubblica islamica avvenne nonostante gli USA avessero sostenuto lo sforzo bellico di Saddam Hussein contro l’Iran a partire dal 1984.

E ciò benché l’URSS avesse a sua volta sostenuto il regime laico e socialista dell’Iraq fin dall’inizio dello scontro, nel 1980. L’URSS era infatti già impegnata in Afghanistan dal dicembre del 1979, a fianco di Karmal, il leader del Partito democratico popolare dell’Afghanistan.

Le armi USA, principalmente missili anticarro e pezzi di ricambio di batterie antiaeree, erano state occultate in depositi segreti collocati nel deserto, ma dopo la fuga dello scià solo l’esercito americano era in grado di poter indicare le esatte coordinate dei siti.

In un secondo momento le forniture avvennero segretamente, al di fuori del controllo del Congresso USA, al fine d’impiegare i proventi del traffico per finanziare la guerriglia antisandinista dei “Contras” in Nicaragua, considerati da Reagangli equivalenti morali dei padri fondatori“, oltre che per pagare il riscatto alla guerriglia di Hezbollah (forza sciita filoiraniana) in Libano, per la liberazione di un gruppo di giornalisti americani.

Infatti, Reagan aveva chiesto al Congresso un voto a favore dell’intervento militare con lo scopo di rovesciare il governo comunista eletto in Nicaragua, ma il Congresso votò contro la proposta del presidente.

Fu allora che al colonnello Oliver North fu assegnato il compito di tessere la complicata trama che univa le forniture all’Iran con il pagamento del riscatto a Hezbollah e al finanziamento della guerra contro i sandinisti in Nicaragua.

A fronte dell’aggressione americana, il Nicaragua si rivolse alla Corte Internazionale di Giustizia, denunciando gli USA per violazione del diritto consuetudinario e per uso diretto della forza militare contro il paese.

Gli USA cercarono di motivare l’aggressione al Nicaragua come atto di difesa collettiva su richiesta di El Salvador, Costarica e Honduras, che si erano dichiarati minacciati dal Nicaragua.

Con una sentenza storica, il 26 giugno 1986 la Corte impose agli USA la cessazione immediata delle azioni di guerra in Nicaragua, la riparazione dei danni e l’obbligo a esperire una soluzione diplomatica per la risoluzione del conflitto.

Gli USA si rifiutarono di riconoscere un indennizzo al paese centroamericano e non interruppero il sostegno militare ai Contras.

Il Nicaragua si rivolse dunque al Consiglio di sicurezza dell’ONU, dove tuttavia gli USA esercitarono il proprio diritto di veto per bloccare l’azione diplomatica nicaraguense.

Furono solamente le rivelazioni dell’Irangate a far indietreggiare Reagan che, a causa delle inchieste del Washington Post, fu costretto ad ammettere pubblicamente la trama, in un discorso tenuto il 13 novembre 1986.

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

Leggi anche

 


Raoul Kirchmayr
Raoul Kirchmayr
Insegna Storia e Filosofia nei Licei e dal 2002 è a contratto all’Università di Trieste, dove attualmente insegna Estetica presso il Corso di laurea in Architettura. Ha al suo attivo oltre un centinaio di pubblicazioni.

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli