15.3 C
Rome
martedì 17 Maggio 2022
AgoràLa riduzione ad hitlerum: "C'è il male assoluto, cosa vuoi discutere?"

La riduzione ad hitlerum: “C’è il male assoluto, cosa vuoi discutere?”

Con l’identificazione di un “male assoluto” si riduce ogni possibilità di confronto che esca fuori da una narrazione elementare e binaria e si arriva al paradosso di Mieli: “La libertà è più importante delle bollette“.

C’è il male assoluto, cosa vuoi discutere?

Non è solo il campo di battaglia a essere protagonista in questo primo mese in cui la guerra è tornata sul suolo europeo: i media, infatti, hanno un ruolo fondamentale nel conflitto tra opinionismo, propaganda, social e simbologia. Ma il risultato finale è sconfortante.

Vien voglia davvero di parlare solo di gatti e lasciar perdere ogni tentativo, non dico di messa in discussione, ma almeno di analisi o osservazione più amplia di quello che accade attorno a noi, senza per questo doversi beccare insulti o sentirsi appellare come “amico di Putin“.

Ma la differenza tra complottismo e analisi intellettuale è che l’analisi segue i fenomeni e mette in luce cosa un’azione produce.

E tocca dunque fare sempre la solita premessa: c’è un aggredito e un aggressore, c’è un autocrate come Putin, già condannato dalla storia, e ci sono le vittime, a migliaia. Non c’è nessuna neutralità o equidistanza in tutto ciò. C’è però la politica, l’analisi delle conseguenze delle scelte fatte, la discussione sulla co-belligeranza del nostro paese, dell’invio di armi, della geopolica sugli scenari globali, delle scelte commerciali, della necessità delle materie prime, dei rapporti umani e culturali con intere popolazioni. Tutto questo non può essere ridotto, propagandisticamente, a una lotta tra bene e male.

Ma questo non interessa più, si vorrebbe un’unica voce generale, un unico giornale, un unico canale, per finire a somigliare – catarsi della storia- proprio all’immagine del nemico di cui abbiamo fatto la caricatura.

Perchè poi, prendiamo per buono il paradigma binario del bene contro il male, accodiamoci alla narrazione emozionale, arriviamo ad essere tutti d’accordo, pronti a condividere il pensierino edificante, che ci unisce in un unico abbraccio collettivo da Letta a Gramellini, e come nel “Caso Scafroglia” di Guzzanti diciamo tutti assieme: “Guerra brutto”, “Putin brutto”.

E poi? E poi basta. Dopo bisogna accettare tutto quello che ne consegue (tipo Paolo Mieli con il suo: “La libertà è più importante delle bollette“).

 

La riduzione ad hitlerum blocca ogni possibile discussione.

C’è il male assoluto, cosa vuoi discutere? E allora devi accettare che in tv e sui media mainsteram h24 stiano passando notizie non verificate, raccontando una marea di frottole, che vengono smentite dopo qualche giorno senza che nessuno se ne assuma la responsabilità. C’è l’orrore, che differenza fa se questa notizia è falsa? 

Devi accettare che si utilizzino le testate dei quotidiani più diffusi per pubblicare in prima pagina articoli di vere e proprie offese contro chi ha osato esprime pareri diversi, liste di proscrizione, interrogazioni parlamentari contro giornalisti e professori.

E non si capisce che chi mette in discussione questa narrazione, non sta difendendo l’aggressione russa ma sta discutendo di quello che sta accadendo al nostro paese. La sua regressione infantile, pericolosa, alle pulsioni binarie; all’opinionismo traslato in bullismo.

Si può accettare che Repubblica pubblichi un pezzo di Gianni Riotta in cui si fa la lista degli “amici di Putin in Italia”, in cui mancavano solo gli indirizzi?

Si può accettare che il direttore de La Stampa dia del “webete” e del “sedicente storico” al prof. Angelo D’Orsi, reo di aver chiesto conto conto tramite lettera a Massimo Giannini, della foto in prima pagina del giornale il 16 marzo, tramite la quale si faceva passare un attacco ucraino a Donetsk – che ha causato la morte di 23 civili – come carneficina russa?

E che dire degli attacchi quasi squadristici verso il professor Orsini per le sue posizioni poco “ortodosse” (verso le quali, io per primo mi trovo spesso in disaccordo, ma il principio in discussione è altro) con relative interrogazioni parlamentari per silenziarlo?

Ma la stessa sorte è toccata al professor Canfora fatto passare per un rimbambito esaltato con una serie di articoli dallo stile character assassination. E si potrebbe continuare con decine di esempi.

Gramellini paragona la Nato a una donna stuprata

Il doppio analfabetismo

Per anni ci siamo stracciati le vesti (giustamente e con cognizione, lo sottolineo) contro l’analfabetismo funzionale di una larga fetta del paese, quello delle mamme pancine che esultavano per i bambini affogati nel mediterraneo, quello dei patrioti che urlavano di affondare i barconi carichi di disperati, quello dei maschi alpha che “invitavano” a stuprare  Carola Rakete.

Ma speculare ed opposto a questo dobbiamo constatare l’esistenza di una sorta di analfabetismo opportunista delle élite.

Analfabetismo opportunista perché questi soggetti, pur avendo tutte le capacità di conoscenza e discernimento, con zelo assoluto riducono ogni possibilità di confronto che esca fuori da una narrazione elementare e binaria: bene e male, ragione e torto, noi e voi.

Stiamo parlando degli editorialisti, delle lobby mediatiche nei salotti tv, dei liberal progressisti (i nomi li conoscete tutti, sono sugli schermi continuamente, rimbalzando da un programma a un altro) che stanno dimostrando una cultura intollerante e illiberale, se non proprio fanatica, che identifica se stessa con la verità e il bene.

Fuori da entrambi questi analfabetismi, c’è la via stretta e impervia per tutti gli altri.

La complessità è scomparsa dai media e nell'istruzione

 

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

Leggi anche


Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

Ti potrebbe anche interessare

12 COMMENTS

Comments are closed.

Ultimi articoli