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mercoledì 18 Maggio 2022
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Dalla parte del popolo ucraino e di tutti i popoli

La differenza non è tra essere filo Putin e tra i difensori dei valori: la differenza è tra chi è disposto a sacrificare migliaia e migliaia di vite umane e chi non è disposto a farlo.

Dalla parte del popolo ucraino

Tutti coloro che stanno spingendo per mandare armi in Ucraina sono responsabili della strage che ne seguirà. Si sa benissimo che non servono a vincere la guerra, ma solo a renderla più sanguinosa, come Fubini, novello D’Annunzio, auspica quando scrive:
“Dobbiamo far sì che l’avventura in Ucraina di Putin vada sempre peggio e sia sempre più sanguinosa“.

I russi avranno più perdite, saranno costretti a passare dall’iniziale guerra “coi guanti”, che mirava a fare meno vittime possibili, a una guerra pesante. Saranno costretti a intensificare e affrettare le operazioni militari.

Perché si vuole questo bagno di sangue?

Perché l’obbiettivo è il crollo della Russia (chi vuole lègga Limes), lo spodestamento di Putin. Davanti a questo obiettivo migliaia e migliaia di morti sembra a molti un prezzo che si può pagare.

Evitare la strage e l’allargamento del conflitto è possibile, e la strada è una sola: garantire sicurezza ai russi e sovranità e libertà agli ucraini. Come? Con la neutralità dell’Ucraina, che zelensky, spinto dai falchi occidentali, non vuole, perché spera di trascinare tutti noi in una guerra globale.

La differenza non è tra filo Putin e difensori dei valori: la differenza è tra chi è disposto a sacrificare migliaia e migliaia di vite umane e chi non è disposto a farlo.

La differenza è tra chi per i propri valori astratti, per renderli un po’ più vivi, è disposto a innaffiarli con sangue umano e chi, invece, considera la vita umana e le persone un valore assoluto.

La domanda che i “pacifisti per la guerra” si devono porre è: di quante vite umane hanno bisogno per dichiararsi soddisfatti? Perché i pacifisti per la guerra sono la forma aggiornata di coloro che nel 1914 chiedevano la guerra per i sacri valori.

Ci sono sempre valori per cui portare al macello milioni di uomini e donne: cambiano nome, ma servono solo e sempre a nascondere il desiderio di morte. Solo bisogna dargli un bel nome. Ora Dio, patria, famiglia non sono più trend. E allora i nuovi dei: democrazia globale, diritti umani, Bentham.

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Vincenzo Costa
Vincenzo Costa
Vincenzo Costa è professore ordinario alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, dove insegna Fenomenologia. Ha scritto saggi in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo, apparsi in numerose riviste e libri.

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