28 C
Rome
sabato 21 Maggio 2022
SportCalcioSerie A, dopo la 36esima giornata: gran volata a due "tappe" dal...

Serie A, dopo la 36esima giornata: gran volata a due “tappe” dal termine

Nessun risultato col botto si è verificato in questa, ancora parziale, 36esima giornata della serie A. Facciamo il punto della situazione.

Dopo la 36esima giornata: gran volata scudetto e salvezza

Il Milan era atteso alla prima partita di quello che era stato da tutti indicato come l’ultimo sforzo. Un trittico finale e insidioso prima della fine del campionato composto da Verona, Atalanta e Sassuolo. Ha regolato il Verona con un rotondo 1-3.

Colpito a sorpresa dagli scaligeri, non si é scomposto e ha reagito da grande squadra pareggiando immediatamente e quindi passando in vantaggio all’alba del secondo tempo. Una prova convincente, di gamba e di testa, che conferma la crescita come squadra e di certe individualità che solo qualche settimana fa parevano incompiute: oggi il gioco del Milan si appoggia con fiducia su Tonali e Leao, che sembrano finalmente aver completato il loro processo di maturazione.

L’Inter ha trasformato in trionfo quella che sembrava un match da tragenda: sotto di due gol, se ne é visto regalare uno dall’Empoli stesso che ha in qualche modo ridato fiducia alla squadra tutta. Il 4-2 finale é frutto di una forza soverchiante messa sadicamente in opera sui malcapitati toscani.

Tornando alla capolista, questa é attesa nella penultima di campionato dell’Atalanta a domicilio per quello che sembra il test finale: passato indenne quello step, all’ultima il Diavolo si giocherebbe quella che sulla carta rappresenterebbe poco più una formalità col tranquillo Sassuolo. L’Inter andrà a trovare un Cagliari con l’acqua alla gola ma ancora vivo, c’é da scommetterci che ci sarà battaglia.

Il Napoli ha blindato il terzo posto: ne menano un certo vanto, ma mal dissimulano la delusione: il livello medio di questo campionato tendente al ribasso e il titolo era assolutamente abbordabile anche per loro.

Pure la Juve ha messo al sicuro l’esito minimo richiesto dai suoi capoccia: quel quarto posto che prelude ad una rifondazione che non risulti troppo sanguinosa. Nel weekend ha perso a Genova col Genoa, dove non perde mai nessuno: é già in in vena di benevole elargizioni di fine anno? Si vedrà.

Non ricordavo, a braccio, a quanto indietro risalisse una situazione tanto complessa come quella che si sta verificando attualmente in zona retrocessione: quattro squadre in cinque punti e ancora nessuna matematicamente retrocessa alla 36esima giornata.

Scandagliando gli albi ho scoperto che l’ultima volta che é accaduto qualcosa di analogo, é stato nel campionato 2007/08: retrocessero alla penultima giornata Parma e Livorno, e all’ultima si aggiunse l’Empoli. Giusto per capire l’inusitatezza della situazione, per il resto trattasi di inutile nozionismo, manco buono per il brodo.

Io non me ne intendo, lascio ad altri l’interpretazione di questa statistica: per il poco che ne so, avere quattro squadre che giocano per il risultato é meglio che averne, ad esempio, solo due. Soprattutto, si consideri, dall’attuale classifica, si evince che almeno sette squadre non hanno più niente da chiedere alle partite che andranno a disputare da qui alla fine. Sette, praticamente un terzo delle partecipanti. Non sarà mica il caso di constatare l’evidenza che venti squadre nella massima serie siano troppe e porre validi rimedi? Ai posteri eccetera.

Ma tornando alle pericolanti: la Salernitana ha prima assecondato l’abbrivio delle sue ultime partite passando in vantaggio e quindi hanno accarezzato il sogno di aver messo sotto lucchetto la permanenza in A per la prossima stagione, ma si è dovuta destare di botto quando Altare al 99esimo ha colto il pareggio del Cagliari.

Cagliari che ha dimostrato di essere vivo e credere all’obbiettivo: purtroppo per lui il calendario non è benevolo: come già detto, ospiterà l’Inter che è ancora in lizza per lo scudetto, ed è tanto dire, ma che sarà comunque reduce dalla finale di Coppa Italia. C’è da scommettere che entrambe le squadre avrebbero preferito ben altri avversari. Come si dice? Partita da tripla.

Il Cagliari all’ultima giornata andrà a Venezia, dove troverà una squadra che ha rinnovato seppur flebili speranze di salvamento: sarà aspra battaglia anche lì. Il Genoa è passato all’incasso con la Juventus, che come detto prima, quando non ha più obbiettivi diventa improvvisamente prodiga ed elargisce a piene mani gol e punti.

Giocherà in casa col Bologna che appartiene a quel famoso gruppuscolo di squadre che ormai da settimane sono in posizione di relativa tranquillità. Purtroppo per il Genoa, l’attuale Bologna non si sa mai con che piglio scende in campo: sarà quello visto contro l’Inter o quello che ha perso male (pur dando battaglia) contro il fanalino di coda Venezia? Se le partite si decidessero solo in base alle urgenze, non ci dovrebbe praticamente essere tenzone, ma le cose non funzionano così, quindi vedremo.

Una menzione di merito per la Roma di Mourinho. L’allenatore portoghese da sempre dice di sè di non essere un “pirla”, e non fa che confermarlo con i risultati: sa bene, da navigato che è, che l’attitudine alla vittoria non è fattore atavico ma si costruisce, appunto, con le vittorie. E così porta una pur modesta Roma alla finale della seppur più modesta delle coppe continentali: vincere la Conference Cup porterebbe soddisfazione, soldi, impulsi positivi per il futuro. Chapeau.

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

Leggi anche


Filippo De Fazio
Filippo De Fazio
Lavora "indegnamente" per la forza armata dell’aria da sempre (ma sono solo problemi loro). Lettore incallito e compulsivo, grafomane della vecchia scuola, ex calciatore dagli esiti disastrosi, popolano di lignaggio, ha un’insana tendenza ad annoiare e ad annoiarsi.

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli