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giovedì 27 Gennaio 2022
SportCalcioIl borsino degli azzurri: Top e Flop nelle tre partite della nazionale

Il borsino degli azzurri: Top e Flop nelle tre partite della nazionale

L’Italia è tornata a vincere contro la Lituania dopo i pareggi contro Bulgaria e Svizzera. Gli azzurri continuano ad essere primi nel gruppo C di qualificazione mondiale ma con 6 punti di vantaggio sulla seconda della classe.

Il borsino degli azzurri: facciamo un bilancio di questa ripartenza azzurra dopo il sorprendente trionfo europeo dei ragazzi di Mancini.

Il borsino degli azzurri

Top

Chiesa – indemoniato là davanti, specialmente contro la Bulgaria. Indispensabile

Raspadori –  All’esordio da titolare propizia un autogol, segna un gol, se ne vede annullare un altro. L’avversario era quello che era ma il ragazzo ha movimenti da attaccante consumato e personalità da vendere.

Di Lorenzo – Fa sempre il suo. Non un fenomeno ma sicuro in entrambe le fasi.

Jorginho – Discontinuo, non sempre all’altezza, con un rigore sbagliato contro la Svizzera che avrebbe potuto mettre già in cassaforte la qualificazione.Eeppure, anche così, sembra indispensabile alla squadra.

Barella  – Solita lotta a metà campo, grande foga, forse troppa, e forma ancora approssimativa ma per lui vale il discorso fatto per Jorginho: non può mancare in questa squadra.

Donnarumma – Quasi mai impegnato, qualche incertezza nel gol subito, ma è un totem della squadra, inutile girarci intorno.

Mancini – Il ct azzurro è entrato in una nuova dimensione di peace and love: non sembra scomporsi davanti a nulla, sempre ottimista e i risultati, con o senza difficoltà, gli danno ragione: This is the dawning of the age of Aquarius – Age of Aquarius- Aquarius…

Turchia-Italia
Roberto Mancini

Flop

Florenzi – Prestazione da dimenticare da parte del neoacquisto del Milan nella gara con i bulgari.  Al momento non c’è comptizione con Di Lorenzo per la titolarità.

Verratti – Da lui ci si aspetta sempre quel qualcosa in più che sembra non arrivare mai in nazionale.

Immobile  – Il più criticato, a volte con eccesso di zelo. Ma ci mette del suo: corre, si impegna, ma non sembra riuscire mai a incidere in maglia azzurra.

Berardi – Evanscente. Si procura il rigore cntro la Svizzera poi sbaglia un gol clamoroso a tu per tu con Sommer. Appare indietro fisicamente.

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Da rivedere

Bastoni – Gioca contro gli inesistenti lituani. Va rivisto in situazioni più probanti. Sulla carta,  visto il suo rendimento con l’Inter, sembrerebbe il naturale pilastro dlla retroguardia, eppure Mancini continua a preferirgli Acerbi e Toloi nelle rotazioni ditro ai due grandi vecchi Bonucci e Chiellini. Mistero.

Zaniolo – Sta rientrando dopo un lungo infortunio, deve immergersi nei meccanismi di Mancini ma è destinato -fisico permettendo- a diventare un pilastro azzurro.

Kean  – Grandissimo match contro i lituani, va rivisto. Se non soffrisse di balotellite potrebbe diventare un giocatore importante.

 

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Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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