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venerdì 3 Settembre 2021
SportBoxe, Papasidero-Di Carlantonio: rimane vacante il titolo italiano superwelter

Boxe, Papasidero-Di Carlantonio: rimane vacante il titolo italiano superwelter

Esiste ancora il pugilato? È praticamente scomparso dai circuiti televisivi, anche da quelli a pagamento perché non rende quanto gli sport maggiori, ma lontano dalle telecamere ci sono atleti e appassionati, palestre e tifosi, e ci sono ancora gli incontri di cartello, come quello che ha visto il match Papasidero-Di Carlantonio per il titolo italiano (vacante) dei pesi superwelter. Il nostro inviato ce lo racconta.

Papasidero-Di Carlantonio: il ring sulla spiaggia di Maccarese

Siamo nel territorio del comune di Fiumicino (RM). Bello il mare, bello lo stabilimento balneare che ospita la riunione, bello il ring sulla spiaggia col sole che tramonta nel Tirreno, ma per un titolo italiano (e per un sottoclou di ottimo livello) ci si sarebbe aspettato di riempire uno spazio con maggiore capienza di pubblico.

Forse l’organizzatore della serata, la prestigiosa Opi Since 82 dei Cherchi padre e figli, avrebbe potuto osare di più, pur non essendo radicata a Roma bensì a Milano (a proposito, i prezzi erano “milanesi”).

Chissà, comunque mi permetto di dare a tutti gli organizzatori un consiglio: pochi o molti che siano i biglietti a disposizione, sarebbe meglio metterli in vendita su piattaforme on line come TicketOne o simili, non è che tutti conoscono l’ex pugile Tizio o il maestro Caio o il barbiere Sempronio da cui andare a comprare il biglietto in maniera semiclandestina, certe volte più che un appassionato di boxe mi sento un attivista di Solidarnosc dei primi anni ’80. E così facendo il pubblico generalista e occasionale non lo si intercetta.

Boxe, Papasidero-Di Carlantonio rimane vacante il titolo italiano pesi massimi leggeri

Il clou: Papasidero-Di Carlantonio per il titolo italiano dei pesi superwelter

Il titolo vacante viene messo in palio in un incontro sulle 10 riprese. Il romano Mirko Di Carlantonio (11-7-0) va giù alla prima ripresa beccato da un gancio destro, nella seconda subisce ancora ma nella terza si rianima (e forse se la aggiudica).

Poi il toscano Marco Papasidero (9-2-3) mostra una certa prevalenza, mettendo a segno altri ganci destri -e non solo- favorito anche dalla guardia bassa del romano. Il quale però combatte coraggiosamente e in maniera ordinata, mettendo a segno destri pericolosi di prima intenzione e buone combinazioni: ogni tanto sembra essere in debito di fiato (ha 40 anni, 8 in più di Papasidero), ma non di agonismo, a un certo punto si ridesta e comincia a usare il jab doppiato dal gancio destro, e il montante destro doppiato dal gancio sinistro (ora è l’avversario a essere in affanno), e infine si aggiudica nettamente la nona e la decima ripresa.

Dai cartellini dei giudici viene fuori un verdetto di parità, Papasidero sembra contrariato però ha finito con la faccia gonfia (non che ciò sia indice infallibile di inferiorità nel match, ma insomma). Ad ogni modo un bell’incontro, avvincente, con ribaltamenti di fronte e dall’esito mai scontato.

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Il sottoclou: cinque pugili romani

Oggidì gli incontri di sottoclou li chiamano undercard, ma io continuo ad utilizzare la vecchia denominazione. (Dice: sei antiquato. Eh, sono come sono.)

Il mediomassimo ucraino-romano e romanista Serhiy Demchenko (22-15-1), detto Sergio, a 41 anni rientra sul quadrato dopo un anno e mezzo di assenza battendo il serbo Milos Jankovic (2-12-2) in un incontro piuttosto duro: il suo avversario è tecnicamente grezzo, ma avanza a testa bassa (letteralmente) e tira pugni scomposti che però sembrano alquanto pericolosi, anche se la più parte va a vuoto. Si va ai punti e la maggiore classe ed esperienza di Sergio hanno giustamente la meglio.

Per i pesi medi Giovanni Sarchioto (che per la precisione è di Anzio) debutta fra i professionisti (nei dilettanti 13-14-0) contro il serbo Jovan Solicovic (1-9-0), il suo dominio è evidente e vince per kot alla fine della terza ripresa. Il giovane ha talento, ma, pur sapendo che con l’attuale penuria di pugili bravi non si può pretendere che un manager mandi subito i suoi assisiti al macello, lo vogliamo vedere contro un avversario più probante.

Mauro Forte (15-0-1), campione UE dei piuma, strapazza il moldavo Romic Airapetean (9-1-0): lo riempie di colpi sotto, l’ultimo dei quali gli fa piegare le ginocchia , kot alla terza ripresa.

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Mauro Forte

Dopo il clou è il turno del superwelter Mirko Natalizi.L’artista del ko” non ha vita facilissima contro Dmytro Scherbyna, che indossa un orrendo gonnellino probabilmente -e malamente- ispirato a quelli sfoggiati dall’indimenticabile Hector “Macho” Camacho: l’ucraino saltella e si muove molto, sfugge i colpi (come dargli torto?) e tiene bene quelli che vanno a segno, reagendo con veemenza e incrociando spesso.

Per quanto Mirko picchi duro, solo nell’ottava e ultima ripresa riesce a infliggere un knock down a Scherbyna, e si china anche a dirgli qualcosa prima che l’arbitro inizi il conteggio (fra “questa è la dura legge della boxe, ma ti auguro ogni bene” oppure “a str***o, hai finito de zompa’, eh?” scommetterei sulla seconda). Vittoria ai punti più che meritata, tecnicamente e tatticamente.

Sempre nei superwelter Francesco Russo (9-1-0) si sbarazza in meno di un minuto dell’ingiudicabile kosovaro Venhar Haziri (5-1-1), che dopo una decina di secondi viene contato per avere ricevuto due ganci destri (il secondo mi è parso alla nuca, ma l’arbitro era in buona posizione e avrà visto meglio di me) e poi si affloscia dopo un sinistro al fegato.

Per un attimo ho pensato “più di un minuto reggevo pure io”, poi mi sono ricordato di quanto i cazzotti fanno male e mi sono avviato verso l’uscita.

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Artemio Altidori
"So' contento"

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