Quotidiano on-line ®

23 C
Rome
mercoledì, Agosto 17, 2022

Juventus, l’estate dell’harakiri bianconero

Dopo la clamorosa sconfitta contro l’Empoli nell’esordio allo stadium della Juventus del ritrovato Massimiliano Allegri, è il tempo delle riflessioni sull’harakiri bianconero.

L’harakiri bianconero

Forse soffermarsi troppo sui guai altrui, soprattutto quelli degli odiatissimi rivali a tinte nerazzurre, ha fatto passare in secondo piano la confusione dalle parti della Continassa.

La sconfitta in casa contro l’Empoli di Andreazzoli è un campanello d’allarme da non sottovalutare. Certo, il calcio vive di presente, dunque oggi si canta il de prufundis e tra un mese magari la squadra volerà, ma sottovalutare è errore che può pesare.

Sul Corriere della Sera l’analisi di Sconcerti è stata impietosa:

“Non c’è squadra, come spesso negli ultimi due anni. Ma senza Ronaldo si nota di più. Non andrà sempre così, ma il disagio è generale, la Juve resta una somma di persone sole. Dovrà andare oltre la sostituzione di Ronaldo.”

Beffa e flop: Atalanta-Juventus 1-0, il Pagellone

L’estate della Juventus è passata prima attraverso il limbo di Massimiliano Allegri, poi per la snervante trattativa per Locatelli, e infine per la fuga benedetta di Cristiano Ronaldo.

Il ritorno delle tecnico delle grandi vittorie ha sancito la restaurazion da parte di Agnelli, alle prese con ben altri problemi: il caos della superlega, la faida con Infantino, i conti in rosso profondo. Ad allegri il compito di aggiustare la baracca dopo il fallimentare esperimento di Pirlo: pensa a tutto lui.

Max dovrà gestire il post Ronaldo, rilanciare Dybala, far esplodere le promesse (Kulusevski), sfruttare il lanciatissimo Chiesa post europeo, gestire il pre pensionamento di Bonucci e Chiellini, la maturazione di McKennie… Ghe pensi mi!

Juventus, nel limbo di Massimiliano Allegri: una presentazione surreale

Cherubini che ha sostituito Paratici (esiliato riccamente al Tottenham in attesa che la Figc finga di decidere qualcosa sul caso Suarez…) è sospeso in attesa che gli incastri di un mercato all’altezza delle aspettative che però non può governare.

Giocatori da ingaggi pesantissimi da vendere (Ramsey) ma mancano offerte, sostituire CR7 senza svenarsi per riequilibrare i conti (è arrivato Kean) e senza comunque togliere spazio ad un reparto attaccanti in rampa di lancio, senza più l’ombra del vecchio campione.

Tutto per poi dirottare la spesa nelle ultime ore su di un centrocampista (Pjanic, Aouar?), il reparto palesemente più carente della squadra.

Locatelli è un buon giocatore ma non può certo essere lui il toccasana che consenta ai bianconeri di ingranare le marce alte.

E infine la fuga del campionissimo, Ronaldo, e qui c’è da chiamare in causa direttamente il presidentissimo, quell’Andrea Agnelli che ha riportato la Juventus a dominare in Italia, approfittando anche di un momento storico particolare di caduta verticale economica e organizzativa di tutte le storiche contendenti, ma ora gli errori gravi cominciano a essere tanti: Ronaldo, Pirlo, la Superlega.

Nel calcio, lo ribadiamo, conta sempre il presente e forse è il caso che qualcuno in azienda si ponga il problema.

Super LegSuperlega flop, indietro tutta: un fiasco epocale ma i problemi restanoa, indietro tutta un flop epocale ma i problemi restano

 

Leggi anche

Marquez
Marquez
Corsivista, umorista instabile.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli