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giovedì 19 Maggio 2022
PolisMondoSiria: Assad, alleato silente e strategico di Putin

Siria: Assad, alleato silente e strategico di Putin

Appoggio incondizionato di Bashar al-Assad alla Russia che delocalizza  i suoi armamenti nel territorio siriano per mandare un messaggio all’Europa.

La Siria è il vero fronte sud dell’offensiva di Putin

Dall’inizio della guerra in Siria, 11 anni fa, il presidente siriano Bashar al-Assad ha viaggiato pochissimo al di fuori del Paese, e solo per recarsi in Russia e in Iran, stretti alleati a cui deve la propria sopravvivenza politica.

Questo fino a quando, a metà marzo, nel pieno del conflitto in Ucraina, si è recato in visita negli Emirati Arabi Uniti, facendosi fotografare nel sontuoso palazzo dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vicepresidente e primo ministro degli Emirati e sovrano di Dubai.

Il segnale dei tanti cambiamenti in atto innestati dalla guerra ma anche del ruolo di Assad che sempre più risulta essere un alleato strategico per Wladimir Putin.

La Russia ha attaccato l’Ucraina più di due mesi fa e lo scenario di un conflitto a medio \ lungo termine, con il susseguirsi di diverse fasi che richiederanno a Mosca un impegno protratto nel tempo portano a interrogarsi su come evolverà l’impegno militare russo in Siria.

Non dimentichiamo che nel 2015 il presidente siriano veniva considerato alla stregua del sindaco di Damasco perchè controllava solo la capitale, circondata dalle milizie dell’Isis e dai vari gruppi di opposizione sostenuti da Usa e alleati.

L’entrata in scena delle truppe di Mosca ha ribaltato le sorti del conflitto: a colpi di artiglieria pesante e bombardamenti aerei, Putin, con l’esclusione dell’area di confine con la Turchia, ha riconsegnato al governo di Damasco la nazione pezzo per pezzo.

Dunque era scontato l’appoggio pieno di Assad a Putin nella guerra contro l’Ucraina. Pochi giorni prima dell’inizio dell’invasione, il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu è andato in visita a Damasco ed ha assistito a una esercitazione militare, visitato l’aeroporto militare di Hemeimeem, la base navale russa di Tartus e, secondo i resoconti della stampa internazionale, discusso di un ulteriore dispiegamento di aerei da guerra con missili ipersonici e lancia razzi con testate nucleari.

Se questo fosse confermato si tratterebbe di una mossa mirata a mandare un segnale alla NATO in Europa nemici e rivelando una strategia che non presuppone alcun disimpegno russo in Medio Oriente.

La Russia dal 2015 ha messo sotto tutela Damasco anche presso le Nazioni Unite attraverso il proprio diritto di veto in Consiglio di Sicurezza. L’aeroporto militare di Hemeimeem e la base navale di Tartus rimangono fondamentali per il fronte sud est su cui la Russia agisce, tanto da essere protette dai sistemi di difesa missilistica s-300 e s-400 che Mosca ha piazzato più a sud.

Putin non ha alcuna intenzione di cedere il proprio mandato e potere acquisito in Siria.

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