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martedì 17 Maggio 2022
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Del filonazista Stepan Bandera, eroe nazionale dell’Ucraina

La storia rifugge le semplificazioni e la figura del filonazista Stepan Bandera non fa eccezione. Riflessioni in ordine sparso.

La Russia attacca l’Ucraina: comunismo contro democrazia, oppure lotta al neonazismo ispirato a Stepan Bandera?

Se leggete questa rivista, è da supporre che abbiate già un’idea della situazione: la ricostruzione che va per la maggiore è che un giorno Putin invade l’Ucraina così, senza motivo; l’insigne statista Zelensky incassa la solidarietà internazionale facendosi inviare un po’ di armamenti e fa ciò che gli riesce meglio, cioè interpretare una parte, nel caso di specie quella del protagonista buono che non si arrende alla protervia dell’antagonista birbaccione, dipinto come un despota sanguinario e folle.

Ora, che Putin sia un dittatore o qualcosa di simile credo sia difficilmente contestabile: si può discutere delle sfumature, ma in Russia le libertà fondamentali sono quanto meno compresse, se non annientate, e con metodi alquanto bruschi.

Che egli sia spietato nel raggiungere i suoi obiettivi sembra parimenti evidente. Ma sulla pazzia che lo avrebbe portato a iniziare una guerra espansionistica avrei qualche dubbio, come dovrebbero averne tutti i novecenteschi, i quali dello studio scolastico della storia ricorderanno almeno il principio fondamentale della distinzione fra cause remote e cause occasionali degli eventi.

L’Ucraina e il nazismo

Affibbiare etichette è molto comodo, soprattutto in politica (rectius nella degradata politica d’oggidì): si dà del “fascista” a chiunque svuotando il termine di significato, Berlusconi sbraitava di essere perseguitato da “giudici comunisti”, se si parla degli effetti dell’immigrazione sui salari locali si diventa “razzista”, e così via.

Per Stepan Bandera parrebbe obbligatorio l’aggettivo “nazista”, dal momento che non esitò a schierarsi con il Terzo Reich pur di frenare l’avanzata sovietica in Ucraina. In Russia, dal momento che Putin vuole “denazificare” l’Ucraina, questa è la posizione ufficiale.

Di converso non se ne trova traccia sulla stampa occidentale (la quale per appecoronarsi non ha nemmeno bisogno della minaccia del polonio, è sufficiente il danaro degli inserzionisti): Zelensky è ebreo, quindi non può avere nulla a che fare con il nazismo. (Allora io, che sono cattolico, non posso essere accusato di avere disobbedito al sesto e al nono comandamento? Ok, questa tecnica argomentativa mi piace).

Del filonazista Stepan Bandera, eroe nazionale dell’Ucraina

Per togliermi ogni dubbio, consulto il sito Ukraine Crisis Media Center , che “è stato creato per rafforzare la statualità dell’Ucraina e promuovere l’Ucraina all’estero”.

Ebbene, persino qui il minimo che tocca al povero Bandera è l’aggettivo collaborazionista”, ma viene ricordato che l’oppressione staliniana aveva creato terreno fertile per allearsi con chiunque pur di cambiare qualcosa (in effetti Stalin calcò troppo la mano da quelle parti, basti dire che la percentuale di collettivizzazioni fu molto superiore a quella del resto dell’URSS).

I nazisti lo utilizzano per sterminare un po’ di polacchi, ma il rigurgito nazionalista di Bandera li irrita, prima lo internano a Sachsenhausen ma poi se lo ripigliano, infine nel 1959 il KGB lo avvelena a Monaco di Baviera. (A meno di ritenere che i servizi segreti sovietici ragionassero come i mafiosi corleonesi e consumassero vendette a distanza di anni per questioni di principio, è da ritenere che Bandera fosse ancora “in servizio”). Da notare come la Polonia abbia accolto un paio di milioni di profughi ucraini senza rinfacciare alcunché, mi pare.

2010, Viktor Yushchenko proclama Stepan Bandera eroe nazionale

Dice giusto il sito sopra citato, il collaborazionismo non fu certo un’esclusiva di Bandera e dell’Ucraina, e almeno qui aveva una parvenza di motivazione. Però in Francia non ci sono piazze intitolate a Philippe Pétain, né in Croazia ve n’è di dedicate a Miroslav Filipović-Majstorović, e nessuno li ha mai proclamati eroi nazionali, come invece ha fatto nel 2010 il presidente Viktor Yushchenko, evidentemente carente della virtù cardinale della prudenza.

Del filonazista Stepan Bandera, eroe nazionale dell’Ucraina

Il battaglione Azov

Poi c’è la faccenda del battaglione Azov, che sarebbe neonazista. Premesso che i militari sono addestrati “a sbudellare il nemico” (cit. “Ufficiale e gentiluomo”) e quindi non pongono al vertice dei loro interessi l’amore per il prossimo, anche noi abbiamo la brigata Folgore che certo non brilla per afflato democratico, come ci mostra questo filmato ove essi intonano virili spiritosissimi versi (da segnalare il passo “lo sai che il paraca ne ha fatta una grossa – si è pulito il culo con la bandiera rossa”:

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Be’, se l’Austria ci invadesse a causa di questi soggetti, ne sarei alquanto contrariato. Purtuttavia va detto che noi non li abbiamo impiegati per sterminare le popolazioni di lingua tedesca del Sud Tirolo.

Conclusioni

Mi spiace vedere amici inneggiare alla Russia, nazione governata da plutocrati arraffoni quant’altri mai, speranzosi che essa possa sovvertire l’ordine mondiale votato al profitto e allo sfruttamento: sembrano i tifosi della Roma che, nel nostalgico ricordo di Bruno Conti e Agostino Di Bartolomei, dedicano energie emotive a una SpA di proprietà statunitense che mira solo a drenare i loro denari.

Se volete collettivizzare i mezzi di produzione, o almeno ripristinare un qualche minimo ruolo dello Stato nella direzione delle questioni economiche, smettetela di invocare Baffone (come avrete certamente notato, Putin è glabro) e fate qualcosa nel Paese dove vivete.

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A.C. Whistle
A.C. Whistle
Giurista e poeta

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