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venerdì 20 Maggio 2022
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Le élite non odiano il reddito di cittadinanza, ce l’hanno proprio coi poveri

L’annunciato provvedimento del Governo sui bonus per il caro energia assegnabili anche ai percettori del Reddito di cittadinanza, ha scatenato la solita canea liberista contro il “totem dei nullafacenti” dimostrando ancora una volta che le élite del paese non ce l’hanno coi sussidi ma proprio coi poveri.

Le élite odiano i poveri non il Reddito di cittadinanza

Quando c’è di mezzo il Reddito di cittadinanza, il cerbero che assilla la classe imprenditoriale italiana, nonché caposaldo delle battaglie M5S, neppure i più esagitati fan di Mario Draghi, quelli che vanno in estati anche quando il premier dice “Esco a prendere un caffè“, riescono a trattenersi. E dunque alla notizia che il Governo riconoscerà
l’aiuto di 200 euro per il caro-energia anche a chi percepisce il sussidio contro la povertà, è partita l’alzata di scudi da parte di tutta la stampa che “conta”.

E che la polemica sia ovviamente strumentale si capisce dal bersaglio scelto che evita di centrare il reale problema: le misure del governo per fronteggiare la crisi incipiente si risolvono in una lista sterminata di bonus distribuiti a pioggia.

Questo significa che il Governo dei grandi competenti non ha trovato di meglio che proseguire nel solco delle abituali politiche, che avrebbe potuto partorire anche un esecutivo a guida Razzi, incapace di dotarsi di una prospettiva e di sviluppare un qualche progetto per l’avvenire. Qualche euro una tantum a una categoria, qualche detrazione a un’altra.

Del resto il governo Draghi è troppo ideologicamente ultraliberista per poter immaginare  politiche espansive e di sviluppo attraverso l’intervento pubblico. L’unica cosa che può fare è elargire qualche mancia per placare le proteste e arrivare alla scadenza del mandato.

Un anno di governo Draghi. Anzi, di Confindustria

Ma di tutto questo non c’è traccia nelle critiche perchè le élite sostanzialmente convergono su questa linea, quello che non sta bene è il totem del Reddito, cioè quel provvedimento con cui oltre tre milioni di persone uniscono a fatica il pranzo con la cena.

E dunque non manca occasione per ripartire con gli attacchi a orologeria: la campagna degli imprenditori che non trovano mano d’opera è già ripartita, con sprezzo del ridicolo. Idem quella sul sussidio intascato da chi non ne ha diritto.

Ora invece a indignare è il fatto che questo contributo contro l’aumento vertiginoso di bollette e benzina andrà anche ai percettori del sussidio.

Ma a chi dovrebbe andare, secondo questi illuminati, un piccolo sostegno, se non a chi percepisce un assegno di 470 euro e magari si ritrovo 250 euro di bolletta del gas?
A chi ha grossi stipendi e magari neppure si è accorto di quanto sta pagando in più nelle bollette? Oppure a chi al massimo dovrà rinunciare a qualche cena fuori?

Siamo al delirio moralista verso i poveri che hanno una sola colpa a nostro sommesso avviso: quello di non accorgersi, schiacciati dalla propaganda mediatica continua, di continuare a sostenere nelle urne classi politiche che da decenni hanno dimenticato qualsiasi forma di welfare, preferendo difendere i propri privilegi a ogni costo, tagliando investimenti a sanità, scuola e trasporti.

Non odiano il reddito di cittadinanza, odiano proprio i poveri.

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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

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