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giovedì 19 Maggio 2022
PolisIl desolante spettacolo italiano della corsa al Quirinale

Il desolante spettacolo italiano della corsa al Quirinale

L’Italia alle prese con la corsa al Quirinale discute l’alternativa fra il signore del populismo assoluto e un campione della tecnocrazia.

La corsa al Quirinale, uno spettacolo desolante

L’Italia è probabilmente la sola democrazia occidentale che per la sua massima carica istituzionale discute l’alternativa fra il signore del populismo assoluto degli ultimi 30 anni e un campione della tecnocrazia. Tutto questo, tra le altre cose, in barba all’a-b-c della nostra Costituzione, continuando a ipotizzare di un pacchetto Quirinale e Chigi, da “abbinare” a tutti i costi.

I due schieramenti, altra anomalia, appartengono al 95% alla stessa maggioranza di governo, ma mantre la destra sta giocando la sua partita per il Quirinale, il PD invece si sta avvitando su se stesso, senza un’idea né un nome, giocando solo di rimessa, salvo quello implicito di Draghi, più per difesa che per reale interesse. A questo si aggiunge il vagheggiamento su accordi per il Colle e Chigi in abbinamento, e patti di legislatura con riforme istituzionali e legge elettorale. Vi suona familiare? Siamo al tempo cristallizzato, il muoversi per non muoversi.

E così il dibattito ha riportato sulla scena l’eterno Berlusconi che non ha reali chance di essere eletto ma si è regalato un ultimo giro di giostra da grande protagonista. Questo perchè, nel labirinto dei rumors e dei nomi non detti, è l’unico che scommette esplicitamente su sé stesso e questo gli consente di tenere insieme il centrodestra.

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Tutto questo con la complicità del Pd e del suo attendismo. A distanza di 28 anni dalla discesa in campo dell’unto dal Signore, al Nazareno, ancora sono fermi all’antiberlusconismo morale e giudiziario, incapace di cogliere la trasformazione antropologica del paese e la propria sostanziale vicinanza politica ai processi di neo-liberalizzazione e de-costituzionalizzazione che hanno impoverito la vita politica dell’Italia.

In questa fase risultano del tutto ininfluenti i 5 Stelle,bloccati, vittime dei propri limiti e delle proprie intrinseche fragilità nonostante il loro gruppo sia il maggiore del parlamento.

La partita per la Presidenza della Repubblica è solo politica e si gioca con le armi della mediazione: puntare a nomi come quelli di Zagrebelsky o Maddalena dimostra di non voler affatto partecipare: vengono infatti evocati più per il contenuto morale da opporre simbolicamente alla destra che per l’effettiva plausibilità politica della loro candidatura.

Dunque, al tirar delle somme, in un tempo di incertezza e disorientamento com’è questo in cui ci la pandemia è ancora protagonista assoluta della scena, le istituzioni e i loro riti avrebbero il compito di dare ai cittadini un ancoraggio e una bussola. Ma se anch’essi finiscono nel grottesco, gli effetti sociali possono essere devastanti. E prendersela solo con i no-vax non serve a niente.

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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

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