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martedì, Luglio 5, 2022

Kiev non ha alcuna possibilità di vincere. Perchè farla massacrare?

Secondo il think tank americano Institute for the Study of Ware (Isw), per Kiev si mette male: le forze di Mosca “hanno guadagnato terreno in modo costante nei pesanti combattimenti degli ultimi giorno nelle regioni orientali, sebbene le difese ucraine rimangano complessivamente efficaci”.

“La situazione è difficile, perché l’esercito russo ha sferrato tutte le sue forze per prendere la regione di Lugansk”, ha ammesso il governatore regionale Sergiy Gaiday.

Dunque avanzata lenta ma inesorabile dei russi. Salvo colpi di scena (che sarebbero forieri di tragedie ancora più catastrofiche) l’Ucraina non ha alcuna possibilità di vittoria. Era necessario arrivare a questo prevedibile punto?

Kiev non può vincere. Perchè farla massacrare?

Di Maurizio Vezzosi*, reporter indipendente dal Donbass

Per le forze ucraine, la situazione sul fronte del Donbass, è “molto brutta”. Parole non di Vladimir Putin, ma del Ministro degli Esteri ucraino, e opinione, non solo di chi scrive, ma anche di vari ufficiali dell’esercito ucraino.

Mentre le diserzioni ucraine aumentano, le forze russe avanzano, seppur lentamente, grazie ad un enorme potenziale d’artiglieria: l’avanzata appare ormai così inesorabile da far apparire nello scontro per il Donbass la sconfitta strategica di Kiev come una questione di tempo.

Ciò non significa che la battaglia del Donbass sia destinata ad esaurirsi nel giro di pochi giorni o di qualche settimana: significa, però, che Kiev non ha praticamente alcuna possibilità di vincere.

Il quadro lascia intendere che i principali centri urbani della regione ancora sotto il controllo di Kiev verranno accerchiati con una tattica lenta volta a ridurre al minimo le perdite militari e civili.

Complessivamente la guerra andrà avanti mesi, se non anni: del resto, Mosca non fa mistero di non avere “alcuna fretta”. Dopo la conquista del Donbass, salvo cambi di strategica da parte statunitense, o intese temporanee, è assai probabile che Mosca intenda proseguire l’offensiva fino alla conquista dell’intera Ucraina ad est del Dnepr e dell’intera regione di Odessa, congiungendo alla Transnistria i territori sotto il proprio controllo.

Pensare di potersi presentare al tavolo delle trattative rivendicando condizioni che potevano essere plausibili – e auspicabili – prima che le armi prendessero il posto della politica significherebbe per l’Ucraina, ma soprattutto per l’Europa occidentale, peggiorare ulteriormente la propria situazione, già non nell’idillio.

E proseguire oltre la soglia della follia a servire chi a Washington, nonostante Henry Kissinger, sogna una guerra eterna in Europa.

Maurizio Vezzosi da Donetsk (video)

* Il post originale dalla pagina social di Maurizio Vezzosi

 

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