Il pulpito di Mauro: quando il guru draghiano seppellisce Conte per resuscitare Draghi

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

Mentre Conte e Fratoianni convergono contro l’uso del Safe per il riarmo voluto da Meloni, il fronte euro-atlantico si mobilita: Gentiloni, Piccolotti, Mineo e soprattutto Mauro bollano il M5S come forza antidemocratica e filoputiniana. Torna lo schema Draghi-Letta-Mattarella.

La contro opa di Mauro & Company

Fausto Anderlini*

Dopo la convergenza di Conte e Fratoianni contro l’uso del Safe per il riarmo voluto da Meloni, il fronte euro-atlantico, messo in allarme, esce allo scoperto e assieme a Gentiloni e i soliti noti manda avanti i piccoli incursori, dalla Piccolotti al Mineo. (Pregasi derubricare la guerra e mettere la mordacchia a Conte e Travaglio, se no l’antifascismo va a ramengo…). Ma soprattutto scatena Mauro, vera arma letale, il guru teorico-politico che pontifica dalla tolda della nave ammiraglia draghiana, con Michele Serra in cambusa. Pulpito dal quale tuona: «Questo matrimonio non s’ha da fare!».

Conte e i 5S sono bollati come una forza antidemocratica, antiliberale e anti-costituzionale. La prova sarebbe che la democrazia è da essi descritta come «il luogo degli inganni, della grande menzogna, della truffa permanente dei poteri forti e dell’élite» [sic! plateale inversione di soggetto e predicato, come se lo svuotamento della democrazia non dipendesse da queste forze occulte, ma da chi ne denuncia le malefatte…]. E naturalmente come quinta colonna putiniana, giacché il loro è un falso pacifismo, non riconoscendo l’aggressione e quindi la necessità del riarmo. La guerra a oltranza come via della vera pace.

Inutile qui ricordare che questa perseverante diabolizzazione di Conte non fa che dilatare l’alone di simpatia che lo circonfonde. Un malleus maleficarum a effetto inverso talmente stucchevole che arriva a lambire con effetti gratificanti persino Putin.  Ciò che è interessante è lo squadernamento senza più alcun velo della strategia: scavallare Conte e sperare in analogo smarcamento di Vannacci sull’altro lato, confidando così in una gara in equilibrio e convergente fra il centro-sinistra purificato e la destra riabilitata, a sua volta foriera (magari in seguito a un bel pareggio) di un comune quanto necessario e bellicoso rendez-vous euro-atlantico di larga intesa neo-centrista col beneplacito dei due colli (quello in esercizio e quello a venire).

Il compito del recupero a sinistra della Schlein (quale era nell’intento di Franceschini) è esaurito e comunque infruttifero. Torna lo schema Draghi-Letta-Mattarella del ’22, con buona pace delle litanie antifasciste. Una prosa disgustosa, quella del nostro, ma paradossalmente sincera. Dove le spudorate falsità filtrano la verità scabrosa del disegno.

 

* Dalle riflessioni social di Fausto Anderlini

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL NOSTRO BOOKSTORE

Home

 

 

parole ribelli, menti libere

 

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli