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venerdì, Luglio 1, 2022

Guerra e grano tra trattativa e rischio escalation

La “ricognizione” di Remocontro sulle principali questioni legate alla guerra del grano innescata dal conflitto in Ucraina.

Dalla guerra l’Apocalisse carestie. Accenni di trattativa attraverso il grano

Dopo la guerra la fame. L’Unione Europea vuole scortare il grano ucraino fuori dai porti di Odessa. Lo riporta El Pais citando fonti europee in vista del vertice di lunedì a Bruxelles dove sarà affrontata la crisi del grano. Prima Draghi e sabato il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Scholz, hanno avuto una lunga conversazione telefonica con il presidente russo Putin, con cui hanno discusso la possibilità di sbloccare il grano fermo nei porti ucraini.

I quattro cavalieri dell’Apocalisse

Prima sul vangelo, l’Apocalisse di Giovanni, poi nella tradizione mitologica medioevale, i quattro cavalieri a distruggere il mondo. La conquista militare (cavallo bianco, cavaliere con arco), violenza e stragi (cavallo rosso, cavaliere con spada), carestia (cavallo nero, cavaliere con bilancia), per la conclusione di tutto attraverso la morte (cavallo verdastro), accompagnata allora dalla pestilenza oggi aggiornata in pandemia attraverso qualche virus più moderno.

Cavallo nero, carestia

Il grano contenuto nei silos in Ucraina rischia di marcire mentre una sempre più vasta parte di mondo denuncia la carenza dei cereali che sono alla base della alimentazione delle popolazioni più povere, i primi segnali di carestia e fame. Secondo una rivelazione del quotidiano spagnolo El Pais, l’Unione Europea sta valutando la possibilità di lanciare una missione navale per scortare il passaggio delle navi di grano da Odessa attraverso il Mar Nero, attualmente ancora presidiato dai sottomarini russi, rilancia EuropaToday.

Solo con un accordo tra le parti in guerra

Nei piani di Bruxelles, anche l’obiettivo di frenare crisi alimentare che potrebbe trasformarsi in un “crimine contro l’umanità” in alcuni Paesi già oggi colpiti da carestia. quei Paesi i cui fabbisogni alimentari più elementari dipendono dalle esportazioni ucraine. Ed ecco la telefonate a Putin. Prima Draghi, e sabato il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Scholz. Una lunga conversazione telefonica con il presidente russo Putin, in cui hanno discusso la possibilità di sbloccare il grano fermo nei porti ucraini, segnala il Post.
«Nonostante la situazione sia ancora molto critica, dalla telefonata sembra sia emersa la possibilità di trovare un compromesso che accontenti sia la Russia che i paesi occidentali».

Grano prigioniero tra mine ucraine e sommergibili russi

Da quando è iniziatala guerra, è bloccata l’esportazione di grano e altri cereali da tutti i principali porti dell’Ucraina sul Mar Nero, in particolare in quelli nell’area di Odessa, nell’Ucraina occidentale, dove transita la quasi totalità del grano prodotto nel paese. La zona costiera intorno alla città è stata in buona parte minata dall’esercito ucraino per impedire alle navi da guerra russe di condurre un’invasione, e al tempo stesso la marina militare russa ha bloccato quell’area del Mar Nero rendendo molto difficile il transito delle navi mercantili.

Russia, grano contro sanzioni

Il governo russo ha detto di essere disponibile ad aiutare i paesi occidentali nell’esportazione del grano, di “fertilizzanti e prodotti agricoli” dai porti ucraini, e di voler contribuire alla riduzione delle tensioni nel mercato alimentare globale aumentando anche le proprie esportazioni. Mosca ha però posto come condizione per che vengano revocate le sanzioni economiche che minacciano a loro volta la popolazione russa. Insomma, la situazione al momento sembra ancora in stallo, eppure sia Macron che Scholz si sono detti ottimisti dopo la telefonata.

Ottimismi politici o di sostanza?

Macron ha diffuso una nota in cui ha detto di aver «preso atto della promessa del presidente russo di concedere alle navi l’accesso ai porti per l’esportazione di grano», mentre Scholz ha insistito su un generale cessate il fuoco e nuovi negoziati di pace con l’Ucraina.

I datti di fatto certi

L’Ucraina è il maggior esportatore di grano al mondo. Il blocco sta creando enormi problemi in moltissimi paesi e una crisi alimentare globale che potrebbe peggiorare se le esportazioni dovessero continuare a essere impedite. «Al momento più della metà del grano ucraino raccolto lo scorso anno è nei silos in Ucraina, e se non verrà esportato in tempi rapidi rischierà di marcire e risultare inutilizzabile». Denuncia il Post.

Mentre tra poche settimane il grano attualmente nei campi dovrà essere raccolto, ma potrebbero non esserci silos a sufficienza per conservarlo, con il rischio che milioni di tonnellate di prodotto vadano perdute.

Quanto grano per gli ucraini?

Dalla Duma, il parlamento russo, si parla di una possibile crisi alimentare nella stessa Ucraina per il mancato lavoro sui campi primaverili. Di fatto, dopo 100 giorni di guerra, in Ucraina scarseggia il concime e il gasolio per le macchine agricole. Ma il ministro ucraino del Commercio estero, Taras Kachka, in un’intervista a Le Monde durante il vertice di Davos, promette grandi raccolti. Per farne cosa, oltre al consumo interno?

Remocontro

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