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mercoledì 18 Maggio 2022
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Draghi stronca il superbonus, ira del M5S

Grana superbonus per il M5S, grande sostenitore della misura di detrazione delle spese per l’efficientamento energetico delle abitazioni, che attacca il premier per le sue parole al Parlamento europeo.

M5S sulla stroncatura di Draghi al superbonus: “Misura che ci invidia tutto il mondo”

Forte irritazione in casa M5S per le dichiarazioni sul superbonus del premier Mario Draghi ieri al Parlamento europeo. All’assemblea di Strasburgo, Draghi aveva sottolineato come “il costo di efficientamento e i prezzi necessari per attuare le ristrutturazioni siano più che triplicati, dal momento che il bonus toglie di per sé l’incentivo alla trattativa sul prezzo”. Parole che non sono affatto piaciute al Movimento, principale sponsor del provvedimento.

A rispondere al premier è stato Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa di presentazione della scuola di formazione del M5S.

“Io non so di quale Draghi parlare, se del Draghi che nel Consiglio dei ministri approva la norma che proroga il superbonus o se del Draghi che va al Parlamento europeo a parlare male di una misura che ha consentito a lui di andare in giro per l’Europa a fregiarsi di un Pil del 6,6%“

“Siamo rimasti molto amareggiati – ha aggiunto in seguito a TgCom24 – Non è una questione personale ma da chiarire agli 11 milioni di italiani che ci hanno votato. Il superbonus è una misura che tutto il mondo ci ha invidiato. Se abbiamo avuto 130mila nuovi occupati in più nel 2021 rispetto al 2020 è grazie al superbonus”.

Patuanelli: nessun problema con il Governo

 

Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole, interviene anche lui, a margine dell’inaugurazione del Macfrut a Rimini: “Ieri mi è esploso il telefono, sono stato un progettista e il mio mondo mi ha cercato per capire cosa stava succedendo”. Ma “voglio dare un segnale di tranquillità a chi fa impresa e che ha bisogno di certezze: il Governo ritiene che il Superbonus sia una misura che funziona ed è stato giusta prorogarla. Non si può dare un messaggio sbagliato: il Governo pensa questo esattamente come tutto l’arco parlamentare ritiene che quella sia una misura fondamentale”.

“Posso capire che personalmente il presidente non condivida questa misura, che tra l’altro è stata fatta dal Movimento 5 Stelle ed era parte del quesito che ci ha consentito di partecipare a questo Governo – prosegue Patuanelli – capisco la sua posizione personale, però credo che sia un segnale negativo che diamo all’Europa e alle imprese che invece dovremmo cercare di tranquillizzare in questa fase così delicata”.

“Non c’è nessun problema per il Governo perché non c’è nessun problema per il Superbonus”, assicura Patuanelli. “Non vedo perché dobbiamo ragionare della vita del Governo rispetto a un elemento che non c’èil superbonus è uscito da questo Governo, ogni volta che lo si è toccato, si è fatto con una proroga o con un aumento della dotazione o comunque con un potenziamento e non con un arretramento. Quindi non c’è motivo di pensare che non sarà così in futuro. Il superbonus ha una scadenza, che è stata già decisa, che è scaglionata rispetto al tipo di interventi ma non c’è nessun problema per il Governo perché non c’è nessun problema per il superbonus”.

“La cosa che mi dispiace – sottolinea il ministro delle Politiche agricole – è solo che il Presidente del Consiglio del nostro Paese critichi una misura del suo Governo in un consesso europeo, lo stesso che, quando ci ha comunicato la relazione della tranche del Pnrr qualche settimana fa, la prima misura che ha citato come virtuosa è stata la proroga degli strumenti di efficientemente energetico degli edifici”.

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Cna: delusi da parole di draghi

Sul tema interviene anche la Cna, che esprime “sorpresa e delusione” per le valutazioni sul superbonus 110% da parte del presidente del Consiglio intervenendo in aula all’Europarlamento a Strasburgo. “La misura ha dimostrato di coniugare le esigenze di riqualificazione energetica degli immobili residenziali e di funzionare da volano per l’intero comparto delle costruzioni e della ripresa economica del Paese”, sottolinea Cna.

Sorprende in particolare la continua messa in discussione degli incentivi all’edilizia – prosegue Cna – che sono parte integrante della programmazione della politica economica approvata dal Governo e dal Parlamento attraverso il Def e la legge di Bilancio. Si alimenta così un clima di incertezza, anche per le continue modifiche normative, che scoraggia la propensione agli investimenti, proprio mentre la congiuntura mostra preoccupanti segnali di debolezza”.

Fonte – Agenzia DIRE

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