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martedì, Luglio 5, 2022

Con l’estate i Confindustria boys tornano all’attacco del Rdc: per Renzi è una follia, per Calenda una iattura

L’inesauribile campagna mediatica all’attacco del Rdc non conosce soste. La possibilità che si possa avere una scelta che vada oltre la disperazione non è contemplata nell’orizzonte imprenditoriale nostrano.

Con l’estate i Confindustria boys tornano all’attacco del Rdc

Si avvicina l’estate e immancabile riparte l’attacco concentrico al Satana dei sussidi, il Reddito di cittadinanza: la campagna degli imprenditori che non trovano mano d’opera è già ripartita, con sprezzo del ridicolo. Idem quella sul sussidio intascato da chi non ne ha diritto.

Non poteva mancare la cavalleria con i Confindustria boys a suonare la carica. Il primo è stato il segretario di Azione, Carlo Calenda, che al forum ‘Verso Sud’ di Sorrento ha definito la misura “una iattura per il Mezzogiorno“.

A seguire il più attivo di tutti quando c’è da picconare la misura simbolo del M5S, Matteo Renzi che lo definisce una follia: “Oggi l’allarme sui quotidiani: mancano 350mila addetti per la stagione. Il ministro del Turismo (leghista!) propone un decreto flussi per coprire con i migranti i posti di lavoro. Inutile girarci intorno: il reddito di cittadinanza è una follia“.

Questo il suo alto pensiero espresso su Twitter:

 

A non voler restare dietro è il PD che allora schiera Dario Stefano:

“Inutile continuare a negare che il reddito di cittadinanza del governo gialloverde, per come è stato concepito, è stata una follia, come lo è stata Quota 100 per la casse dello Stato”. Lo scrive sui social il senatore Pd, presidente della commissione Politiche Ue a Palazzo Madama.

“L’idea del ministro del Turismo leghista, si proprio cosi, ministro leghista, avete letto bene, di proporre un decreto flussi per coprire con i migranti i posti di lavoro scoperti, è una toppa tardiva e insufficiente – continua il parlamentare – il reddito di cittadinanza va modificato sostanzialmente nei contenuti, nelle forme e nel funzionamento. Basta con la difesa di bandierine ideologiche, dannose per l’economia e il Paese”.

Dunque, oltre alla condizione di disagio e incertezza sul futuro, i percettori del satanico RdC devono sorbirsi i continui attacchi dei media a reti unificate e l’odiosa morale di personaggi come Renzi che qualche mese fa lo definì reddito di criminalità, facendo una precisa scelta di campo.

Chiariamolo subito, il reddito di cittadinanza non sta affatto risolvendo i problemi di povertà dei percettori, sta solo tamponando per brevi periodi, ed è già qualcosa, ma sta avendo anche un effetto positivo non secondario: sta permettendo alle persone di evitare il ricatto dello sfruttamento- dell’accettare lavori al limite dello schiavismo -se non oltre – per pochi spiccioli, e questo non sta andando assolutamente giù a una classe imprenditoriale divenuta isterica che sta manifestando, con attacchi continui e forsennati ai sussidi, la propria natura da padroni delle ferriere.

Una classe dirigente come quella italiana, fatta in larga parte di ereditieri – di patrimoni familiari, aziende, titoli, corsie preferenziali – fa la morale a chi è aggrappato a qualche sussidio come il Rdc che dura 18 mesi, raramente supere i 450euro (checché ne dicano nei numeri buttati a caso per far colpo nei dibattiti) e con il quale, grosso modo, ci puoi fare solo la spesa e comprare medicine per tutti i vincoli d’uso che ha.

Siamo al vampirismo sociale esibito e rivendicato.

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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

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