Cresce ancora il numero delle vittime del terremoto ad Haiti. Il nuovo bilancio è di almeno 1.297 morti. I primi soccorsi alla popolazione sono giunti dalla Missione Medica Cubana.
Devastante terremoto ad Haiti
“Il bilancio del terremoto è salito a 1.297 morti il 15 agosto”, ha detto l’agenzia di protezione civile del paese in un rapporto sulla situazione, aggiornando anche il numero dei feriti da almeno 2.800 a oltre 5.700.
Oltre a quest’imman tragedia, il governo di Haiti ha diffuso la notte scorsa una ‘allerta gialla’ per l’imminente passaggio del ciclone Grace, declassato per ora a tempesta. Lo riferisce il portale di notizie Haiti24.net. Secondo il Centro nazionale degli uragani (Nhc) della Florida, ieri Grace ha perduto parte della sua forza ed è stato declassato da tempesta tropicale a depressione tropicale.
Attualmente sta transitando su Porto Rico, dove si registrano piogge battenti nella regione occidentale del Paese. Il suo passaggio sulle province settentrionali di Haiti, indica l’ultimo bollettino del Nhc, avverrà oggi a fine giornata. La tempesta è accompagnata da venti fino a 55 km/h e da forti piogge che in determinate circostanze potranno provocare straripamento di fiumi, inondazioni e smottamento di terreno.

In questa situazione di emergenza totale, i primi soccorsi sul campo sono operati dai 58 membri della Missione Medica Cubana, già presenti sull’isola che hanno iniziato immediatamente a fornire assistenza nelle aree colpite.
Essendo molti ospedali o ambulatori inagibili, le cure avvengono, rispettando le norme igienico sanitarie, dove possibile, anche in strada.
Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez ha scritto su Twitter “Ribadiamo la nostra solidarietà ad Haiti e porgiamo condoglianze al suo popolo e al governo, in particolare ai parenti degli scomparsi. Sin dalle prime ore i nostri collaboratori sanitari curano i feriti, anche al di fuori delle strutture ospedaliere colpite dal terremoto.”
La solidarietà internazionalista di Cuba ai Paesi con necessità sanitarie non manca mai, nonostante l’isola socialista ed il suo popolo siano sottoposti ad un blocco economico illegittimo da circa 60 anni da parte degli Stati Uniti e dai loro alleati.
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