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sabato 4 Settembre 2021
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30 anni fa l’arresto di Paul Reubens: in ricordo dei cinema a luci rosse

Il 26 luglio di 30 anni fa Paul Reubens veniva arrestato per atti osceni in un adult theater di Sarasota, Florida, uno scandalo che negli USA fece clamore. Oggi che cosa resta di quella vicenda e, più in generale, di quell’oscuro microcosmo costituito dalle sale a luci rosse?

L’attore Paul Reubens

Cominciamo con il raccontare chi è Paul Reubens, certamente più famoso negli USA che dalle nostre parti. Il suo vero nome è Paul Reubenfeld, il padre Milton era un pilota militare che volò per la RAF (quando gli USA non erano ancora entrati a combattere nella seconda guerra mondiale) e successivamente fu tra i fondatori della IAF, Israeli Air Force, nella guerra arabo-israeliana del 1948.

Paul, dopo l’usuale gavetta sui palcoscenici teatrali, diventa famoso per il personaggio di Pee-wee Herman, il cui successo è francamente incomprensibile: abbigliamento tendente al ridicolo, adulto con tratti fanciulleschi e anche un po’ effeminati, le sue gag stanno alla comicità come I Gatti di Vicolo Miracoli stanno ai Menecmi di Plauto, ma si sa che gli americani sono di bocca buona. (Non valga come giustificazione il fatto che risultava gradito soprattutto ai bambini: se mia figlia ridesse di roba del genere, le farei il test del DNA al fine di disconoscerne la paternità).

30 anni fa l'arresto di Paul Reubens: in ricordo dei cinema a luci rosse
Paul Reubens rides a bike in a scene from the film ‘Pee-Wee’s Big Adventure’, 1985. (Photo by Warner Brothers/Getty Images)

Più probabile che lo riconosciate nel cameriere di Chez Paul in “The blues brothers”, come padre del Pinguino in “Batman returns” e nei panni del parrucchiere-spacciatore in “Blow.

30 anni fa l'arresto di Paul Reubens: in ricordo dei cinema a luci rosse

26 luglio 1991: in manette per atti osceni

Il 38enne Reubens va a trovare i parenti a Sarasota, Florida (città dove aveva frequentato il liceo) e, forse sull’onda dei ricordi di gioventù, decide di andare al South Trail Cinema, un cinematografo a luci rosse (se passate da quelle parti non cercatelo, fu demolito pochi anni dopo).

Ove però è appostato un poliziotto in borghese, colà comandato per reprimere il vizio, il quale annota con zelo degno di miglior causa il crimine cui assiste: alle 20:25 Reubens “did begin to masterbate his exposed penis with left hand”, e poi ripete l’azione alle 20:35 (non si capisce se il suo periodo refrattario era brevissimo, o se il primo assalto fosse andato a vuoto, ma non ha importanza).

Ora, a parte l’errore grammaticale masterbate in luogo di masturbate -scritto così due volte, per cui non è un lapsus calami- a dimostrare che anche oltreoceano le forze dell’ordine non brillano per il livello culturale dei loro rappresentanti, leggendo il verbale appare evidente che dei due il vero pervertito è il poliziotto.

30 anni fa l'arresto di Paul Reubens: in ricordo dei cinema a luci rosse

Ad ogni modo nei confronti della giustizia Reubens se la cava con una pena pecuniaria e un po’ di servizi sociali, ma la condanna per “exposure of sexual organs” gli costa un brusco stop nella carriera, e tornerà a lavorare solo molti anni dopo.

L’aspetto positivo della vicenda è che non riproporrà più il personaggio di Pee-wee Herman, il quale dopo i fatti di Sarasota sarebbe stato visto con sospetto dai genitori degli impuberi che costituivano il suo pubblico principale.

La domanda è: può apparire strano trovare in un cinema porno gente che pratica l’autoerotismo? Chi lo fa deve essere arrestato? Non sarà un comportamento commendevole, ma nemmeno fuori luogo: è come stupirsi di trovare in un pub gente ubriaca.

Ma in quei posti accade ben altro.

30 anni fa l'arresto di Paul Reubens: in ricordo dei cinema a luci rosse
Verbale di arresto

I cinema porno come luoghi della sessualità

Noi novecenteschi ricordiamo che nei cinema porno c’erano tipologie di pubblico ben definite: i giovani che, per così dire, andavano a documentarsi sulla materia (al tempo non esistevano nemmeno i VHS, i film porno in Super8 erano quasi tutti di provenienza scandinava o mitteleuropea e più introvabili e più cari della cocaina, e comunque non era semplice proiettarli in casa perché bisognava tirare su lo schermo avvolgibile e non si poteva spegnere al volo se entrava qualcuno).

E poi tizi attempati col vestito della festa, che nei locali in cui c’era anche lo spettacolo dal vivo portavano i fiori alla danseuse prediletta; militari di leva (facilmente individuabili perché all’epoca anche in libera uscita era obbligatorio indossare la divisa) che cercavano di recuperare il deficit di conoscenza accumulato nel contesto rurale di provenienza.

E ancora, ragazzi di vita che consumavano rapporti a pagamento nei bagni (entrando nei quali ci si esponeva al rischio, anzi alla certezza, di essere approcciato come prostituto se giovane e come potenziale cliente se più maturo, ma chiarito l’equivoco si facevano tante scuse e ognuno per la sua strada).

Ogni tanto una retata della Buoncostume con clienti denunciati e chiusura del locale, e alla riapertura tutto come prima.

30 anni fa l'arresto di Paul Reubens: in ricordo dei cinema a luci rosse

Dalla metà degli anni ’90 internet ha sopperito a gran parte delle necessità sopra esposte, per cui nei cinema porno rimasti (ormai pochissimi) si trova solo qualche vecchietto che non sa usare il pc e poi un incredibile viavai di marchettari stranieri (quelli italiani evidentemente si rivolgono ad un mercato più remunerativo), con il consueto contorno di piccole estorsioni che fanno leva sulla vergogna del cliente.

Cliente che, nonostante il cambiamento dei costumi, evidentemente non riesce a vivere la propria (omo)sessualità alla luce del sole. Oppure gli piace il sesso furtivo e pericoloso (come a molti eterosessuali), e contro le pulsioni non si può combattere, o forse non si deve.

Il catalogo

Con riferimento a questi luoghi oscuri -in senso letterale e figurato- non c’è nulla da rimpiangere del passato e nulla da idealizzare del presente, ma è giusto ricordarli perché hanno avuto scarsa o nulla fortuna nelle rappresentazioni letterarie o cinematografiche, almeno a mia conoscenza.

A Roma c’erano il Volturno, famoso per la sua “rivista di spogliarello” annunciata anche nella pagina dei cinema sui quotidiani; poco distante il Modernetta (succursale hard dell’adiacente Moderno), forse quello meglio frequentato, o meno peggio; il Moulin Rouge, che venne chiuso dalla Polizia Municipale nel 2012 (era diventato una sorta di albergo a ore, nel senso che la contrattazione della prestazione sessuale avveniva anche in strada e poi ci si spostava nel cinema per consumare vere e proprie orge); l’Ulisse, il più periferico, un orrido antro con una specie di orco a badare alla cassa e a fare da cerbero in sala; e l’Ambasciatori, ad oggi l’unico ancora aperto, nel suo sito Ambasciatori Sexy Movie | Home potete trovare titoli meravigliosi quali “Desiderio di vizi bestiali”, “Porcone volanti”, “Donna Floor” (suppongo ispirato a “Donna Flor e i suoi due mariti” di Barreto), “Uccellove”; molto bella anche la sezione “Manifesti”, che riporta alcune vecchie locandine.

Merita una menzione speciale il cinema Embassy di Palermo, chiuso ormai da anni dopo il solito blitz moralizzatore, perché viene indicato come luogo di educazione sessuale sui generis dai fratelli Franco e Rosolino Abbate all’interno della trasmissione Cinico TV: a me la clip fa ridere, evidentemente sono un bastardo come Franco Maresco.

 

 

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A.C. Whistle
Giurista e poeta

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