Gravissima irruzione della Dia a casa dell’inviato Paolo Mondani e alla redazione del programma. A darne notizia sui social è il conduttore, Sigfrido Ranucci. Usigrai: “Sequestrare pc e telefonini di giornalisti è illegittimo”.
Report, la Dia sequestra pc e telefonini alla redazione del programma
Uomini della Direzione investigativa antimafia, su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione dell’inviato di Report Paolo Mondani e alla redazione del programma di Rai 3.
A darne notizia sui social è stato il conduttore, Sigfrido Ranucci: “Lo scopo è quello di sequestrare atti riguardanti l’inchiesta di ieri sera (lunedì 23 maggio, ndr)” sulla strage di Capaci, nella quale si evidenziava la presenza di Stefano Delle Chiaie, leader di Avanguardia nazionale, sul luogo dell’attentato. “Gli investigatori cercano atti e testimonianze su telefonini e pc”.
In atto perquisizione della DIA su mandato della Procura di Caltanissetta presso l’abitazione dell’inviato Paolo Mondani. Il motivo sarebbe quello di sequestrati atti legati all’inchiesta “La bestia nera” andata in onda ieri sera. Rivedi il servizio⬇️https://t.co/ptJOauEMVb
— Report (@reportrai3) May 24, 2022
Duro il commento del presidente dell’Usigrai (il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico) Vittorio Di Trapani: “Sentenze della Cassazione e della Cedu hanno già acclarato che sequestrare pc e telefonini dei giornalisti, ancor di più con copie “indiscriminate” dei contenuti, è illegittimo. L’unico risultato che resterà della perquisizione a Report è il timore delle fonti di essere svelate”, scrive su Twitter.
Sentenze della Cassazione e della Cedu hanno già acclarato che sequestrare pc e telefonini dei giornalisti, ancor di più con copie “indiscriminate” dei contenuti, è illegittimo.
L’unico risultato che resterà della perquisizione a Report è il timore delle fonti di essere “svelate” pic.twitter.com/q8kBqTb1Gs— Vittorio di Trapani (@vditrapani) May 24, 2022
La vicenda raccontata da Report parte da un pentito e da una testimone che dicono di aver visto l’estremista di destra Stefano Delle Chiaie a Capaci un mese prima della strage. Il pentito che ha parlato di lui si chiamava Alberto Lo Cicero. La testimone si chiama invece Maria Romeo. Dichiarazioni fatte in colloqui investigativi non utilizzabili processualmente dicono che Delle Chiaie incontrava in quei giorni un boss della mafia e poi cercava esplosivo in una cava. I primi racconti risalgono al 1992 e arrivano molto probabilmente dalla compagna del pentito, che poi li ha reiterati nel 2006.
A seguito dell’annuncio di Ranucci, il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, ha dichiarato che l’inchiesta sul contenuto della trasmissione Report, con la perquisizione eseguita dalla Dia nei confronti di “un giornalista che non è indagato”, punta a “verificare la genuinità delle fonti”.
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