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martedì 17 Maggio 2022
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Borrell: “Da Ue altri 500 milioni per le armi all’Ucraina.” L’Europa che lavora per la pace…

Sale a 2 miliardi il sostegno europeo. Il capo della politica estera, Josep Borrell: “Forniremo a Kiev carri armati, artiglieria pesante, munizioni di cui ha bisogno”.

Borrell rilancia sulle armi all’Ucraina

I capo della politica estera della Ue Josep Borrell al vertice dei G7 in Germania ha confermato che l’Unione europea intende stanziare altri 500 milioni di euro per le armi e altri equipaggiamenti militari all’Ucraina. Sale così a due miliardi di euro l’assistenza finanziaria che la Ue ha fornito a Kiev.

Forniremo all’Ucraina le armi di cui ha bisogno. Forniremo armi, carri armati, artiglieria pesante, munizioni… le cose di cui hanno bisogno’‘, ha dichiarato Borrell. Che ha poi aggiunto: ”Continueremo a lavorare per l’isolamento internazionale della Russia”. Il G7 mostrerà un ”fronte unito per sostenere l’Ucraina. Sono sicuro che sarà questo il risultato di questo incontro”.

La conclusione è sul tema della dipendenza energetica da Mosca, ‘‘ci vuole un accordo e un impeto politico” per ”liberarci dalla dipendenza del gas russo”, ha detto Borrell. ”La guerra continua e lunedì i ministri degli Affari esteri forniranno un ulteriore slancio’‘ durante la riunione in programma a Bruxelles. Perché ”anche se comprendiamo tutte le esigenze dei Paesi membri’‘, allo stesso tempo ”serve un accordo”.

Il riposizionamento di alcuni capi di Stato europei in questi ultimi giorni rispetto al conflitto in Ucraina è solo verbale. Alle parole non corrisponde alcun fatto, almeno per ora.

Ha pochi riscontri concreti anche la linea prescelta da Macron, nonostante il suo sostegno alla via diplomatica con Mosca. Ancora più paradossale è l’atteggiamento del governo di Berlino, che più sta subendo le conseguenze del conflitto.

La Germania non solo rischia una catastrofe economica prodotta dal taglio del gas, ma ha assistito al fallimento del North Stream 2, un progetto su cui aveva investito enormi risorse politiche e diplomatiche, e non solo economiche. La reazione tedesca è però stata molto contraddittoria. Scholz prima ha tentato di mettersi sulla linea di Macron, ma poi il suo governo non ha saputo resistere alle richieste militari di Zelensky. Il risultato è che la Germania è oggi il paese europeo che più ha dato armi e risorse all’Ucraina.

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