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martedì 17 Maggio 2022
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La scoperta degli ‘alpini paralleli’

Doveva accadere prima o poi. Esistono gli Alpini Paralleli. Dopo anni di denunce sull’esistenza di corpi paralleli allo vita dello Stato, denunce che hanno toccato un po’ tutti i corpi di difesa e sicurezza, esercito, carabinieri, finanza, forestali, polizia, alla fine la verità è venuta a galla.

Di Gianluca Cicinelli*

Gli alpini paralleli

Il corpo degli Alpini Paralleli è stato scoperto a Rimini nella mattinata di oggi al termine di un’operazione coordinata, per la delicatezza della situazione, dall’Fbi, dall’Fsb, dall’MI6 e dai servizi francesi. Conoscete del resto tutti l’antefatto.

Durante il raduno degli Alpini a Rimini – come già avvenuto in altre occasioni e in particolare a Trento nel 2018 – sono stati segnalati 150 casi di molestie verso le donne provocate dai convenuti all’adunata dei “montanari di marina”.

Dopo l’indignazione delle associazioni femministe (un solo partito in Parlamento ha chiesto al governo di riferire) e il disgusto dell’opinione pubblica in seguito alla denuncia del ripetersi di questi episodi a ogni raduno del corpo in questione, sono state avviate le indagini per capire la natura del fenomeno.

Gli Alpini hanno preso carta e penna, non quella sul cappello, quell’altra, e l’Associazione Nazionale Alpini ha emesso un comunicato che, al termine di accurate indagini svolte come detto dai più prestigiosi servizi d’intelligence internazionali, ha portato alle seguente conclusioni: i responsabili delle molestie avvenute a decine durante il raduno alpini di Rimini sono dei quarantenni infiltrati con i cappelli taroccati!

E poi, spiega il comunicato, ma quali molestie: atti di maleducazione, li chiamano nel comunicato. A quel punto qualche giornalista pensa a uno scherzo e chiama il presidente dell’Ana Sebastiano Favero. Ma questi non solo non smentisce, anzi precisa che mica è la prima volta che succede, questa storia degli infiltrati con le penne false è già capitata molte altre volte.

A questo punto dovranno essere svolte accurate indagini. Intanto per la contraffazione delle penne: noi cittadini dobbiamo saperci regolare se a toccarci il culo è un alpino con le penne vere, con le penne false o con le penne bic. Il popolo chiede chiarezza.

Questa storia degli infiltrati ai raduni degli alpini deve finire. Il ministero della Difesa ha già disposto, se questi episodi di “maleducazione” dovessero ripetersi l’invasione dei comuni limitrofi al Piave come rappresaglia.
Quel mazzolin di penne, che vien dalla montagna …

*Gianluca Cicinelli per La Bottega del Barbieri

 

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