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domenica 6 Giugno 2021
TecnèThe Specials e la 2 Tone: lo ska contro il razzismo

The Specials e la 2 Tone: lo ska contro il razzismo

Quando lo Ska alzò la bandiera dell’antirazzismo come traslazione di etnicità bianca verso la multirazzialità. The Specials e i paladini della 2 Tone.

The Specials e la 2 Tone

Non tutti se lo ricorderanno, soprattutto i più giovincelli ( e già l’uso di questo termine ci classifica come magazine novecentesco… ndr), ma c’è stato un momento, alla fine degli anni ’70, in cui lo ska ebbe un enorme successo in Inghilterra e, di conseguenza, anche altrove. Non si parla di numeri stratosferici, ma ci furono gruppi che diventarono famosissimi, come The Specials, il cui primo album uscì nel 1979, con la band che era già attiva da un paio d’anni ed aveva partecipato a Rock Against Racism.

Fondata da Jerry Dammers, la band aveva ottenuto un successo notevole, pur partendo dalla provincia (Coventry) e avendo inciso un primo singolo autoprodotto per l’etichetta 2 Tone, che divenne poi a suo modo leggendaria.

Lo ska era un genere musicale nato in Giamaica, all’inizio degli anni ’60, scandito da una chitarra ritmica che faceva un ripetuto suono ipnotico, chiamato skank, da non confondere col twang tipico del rockabilly.

L’andamento era più lento e sognante (ascoltare per esempio gli Skatalites, esponenti dello ska della prima ora), mentre il revival degli Specials era più veloce e grintoso, innervato dall’influenza del punk e del pub rock che imperversavano in UK in quegli anni.

The Skatalites – Wood and Water

 

Gli Specials erano un gruppo multirazziale, all’epoca rarissimo. Con loro, e anche grazie a loro, si misero in evidenza anche i Beat e i Selecter. Insieme composero una scena, che vedeva come elementi di punta i Madness, tutti bianchi, che ottennero un importante successo con la loro One step beyond, stazionando nelle charts di mezzo mondo con i loro primi due LP.

Gli Specials, però, erano i più interessanti: più qualità, testi che spesso affrontavano il tema della convivenza tra bianchi e neri, a cominciare dalla scelta del nome dell’etichetta, 2 Tone, appunto, e dal rigoroso bianconero a scacchi, presente sempre sui dischi, oltre che sulle Vans che si indossavano al tempo e che sono ancora oggi di moda. Il loro stile incrociava elementi presi dai mods e capelli rasati, pantaloni col risvolto, mocassini, cappellini.

La musica era trascinante, usava la potenza dei fiati e incrociava più voci, talvolta con cori da stadio, altre volte facendo risaltare il contrasto tra voci afro e voci british.

Lo ska contro il razzismo: la 2 Tone e gli Specials
The Specials

C’erano altri gruppi multirazziali all’epoca: su tutti UB40, che facevano reggae e che hanno all’attivo un disco d’esordio tra i migliori in assoluto, Signing off, con in copertina la riproduzione di un tesserino dell’ufficio di collocamento.

UB40 – Food For Thought

 

Gli Specials sfornarono una serie di singoli trascinanti, divertenti, danzerecci, in un momento di fermento musicale spumeggiante: uscivano continuamente dischi imperdibili, capolavori che ci tenevano incollati alle radio e in perenne ricerca di primizie d’oltremanica e oltreoceano.

Gli Specials, come gli UB40, sono stati poi resi immortali, e spero per loro ricchi, dall’esagerazione di citazioni fatte da film, pubblicità, moda e altro.

Jerry Dammers e soci, oltre a farci ballare, ci hanno regalato qualche inno all’integrazione che oggi sarebbe il caso di mettere sul giradischi spesso e far conoscere agli altri.

Soprattutto Doesn’t make it all right, cavallo di battaglia anche degli Stiff Little Fingers e Racist friend, che invita l’ascoltatore a porre fine all’amicizia con un eventuale amico razzista, o Free Nelson Mandela, incisa come Aka Specials, dopo la dipartita di alcuni membri dissidenti, fondatori dei Fun boy three.

The Specials – It Doesn´t Make It Alright  (live)

 

Discografia essenziale 2 Tone

Specials:
The Specials (1979)
More Specials (1980)
The Singles Collection

Madness: One Step Beyond (1979)
UB40 (reggae): Signing Off (1980)

Altri Singoli:

The Selecter: On my radio, Too much pressure
Bad Manners: Lorraine
The Beat: Mirror in the bathroom

 

 


Pancrazio Anfusohttp://postpank.wordpress.com
ha scritto un libro per Iacobelli editore (Centocelle - Storie e nomi dalla A alla Z), ha un blog, Postpank (postpank.wordpress.com), ama la moglie, i gatti, la Lazio, Amatrice e il rock

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