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mercoledì 18 Maggio 2022
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Serie A: cos’ha detto la 34esima giornata?

La 34esima giornata ci consegna le prime quattro posizioni della classifica cristallizzate e uno sprint finale tra Milan e Inter tutto da seguire. Chi sta meglio?

Serie A, dopo la 34esima giornata: facciamo il punto

Con Sassuolo-Juventus si è completata la 34esima giornata. Non c’è stato il botto tanto atteso, le prime quattro hanno mantenuto le loro posizioni, compreso il Napoli che ha perso in maniera rocambolesca, rovinosa e inaspettata contro l’Empoli.

A parte il modo in cui hanno perso, subendo una rimonta da 0-2 nel giro di sette minuti, nei fatti non è niente di clamoroso: i partenopei avevano già da un po’ rivisto le loro velleità di gloria lasciando punti preziosi per strada, fallendo tutti i set point che le concorrenti le avevano volta per volta messo a disposizione. Adesso è il caso che si guardi dietro piuttosto che avanti.

Si, perché ieri la Juve pur subendo il gioco del Sassuolo e andando sotto di un gol già nel primo tempo, è rimasta in linea di galleggiamento, ha combattuto, baccagliato, traccheggiato e alla fine ha sfilato dalla saccoccia neroverde tre buoni punti per provare ad attaccare il terzo posto.

È tutta la differenza che ci sta tra una squadra che gioca in serenità perché non ha più nulla da chiedere alla stagione e chi quella stagione potrebbe ancora svoltarla in positivo.

Ed è proprio in questa visuale che vanno visti gli incroci che ci saranno da qui alla fine sia per quanto riguarda le prime della classe che quelle che sono relegate nelle zone meno nobili della classifica.

Infatti se fino alla settimana scorsa si riteneva che il calendario favorisse senza alcun dubbio l’Inter rispetto a quello del Milan, adesso tali assunti vanno, almeno un po’, rivisti. Se è vero che il Milan affronterà compagini sulla carta molto più forti rispetto a quello che ha in calendario l’Inter e cioè Fiorentina, Verona, Atalanta e Sassuolo, è altrettanto vero che tutte queste hanno una situazione di classifica abbastanza “congelata”. O perlomeno, tanto valga per Verona e il già menzionato Sassuolo, in una comoda situazione di centroclassifica.

Atalanta e Fiorentina invece possono ancora aspirare a posti validi per le secondarie competizioni europee: difficile capire se tali traguardi dispongano i giocatori che ne intravedano l’arrivo a mettere il fatidico coltello tra i denti. A giudicare dalla Lazio vista ieri, dubito fortemente.

E infatti il Milan, che il coltello tra i denti l’altro ieri ce lo aveva veramente, quella Lazio l’ha messa alle corde, l’ha aggredita fisicamente e alla fine, di riffa e di raffa ha costretto all’errore la difesa bianco celeste e vincendo la partita ha messo tre punti d’oro tasca.

Perché al Milan hanno tanti difetti, ma non quello di non saper far di conto: e infatti era chiaro a tutti i ragazzi in rossonero che perdendo quella partita e dando per assunta la vittoria nel recupero col Bologna dei cugini (che è tutt’altro che scontata, vista la combattività espressa dai felsinei con Juventus e Milan entrambi costretti al pareggio) sarebbero scivolati a quattro punti di distacco: troppi, con solo quattro partite da disputare da qui alla fine.

Il calendario dell’Inter invece recita il già annunciato recupero di mercoledì prossimo contro il Bologna: come detto, l’esito è tutt’altro che scontato, ma di certo tra le due sono i nerazzurri a dover benedire il più volte reiterato rinvio: si sarebbe dovuto disputare a gennaio, durante il momento più basso infatti di prestazioni e risultati da parte dei campioni d’Italia.

Mercoledì invece si ritroveranno due squadre comunque in salute, con i padroni di casa probabilmente irritati dalle continue (ma strategiche) richieste di assegnazione del risultato a tavolino.

Sorvolando su Udinese e Empoli salve da tempo e quindi abbastanza addomesticabili (ma sempre sulla carta), alla penultima giornata l’Inter troverà un Cagliari che sarà quasi sicuramente alla sua ultima spiaggia e lì sarà una partita al calor bianco: prevarrà il disperato tentativo degli isolani di rimanere aggrappati alla serie A o l’impeto di chi sta sprintando e vede all’orizzonte l’ambita fascia del traguardo?

All’ultima giornata invece sarà di scena la Sampdoria, a San Siro: quest’ultimi hanno in serie: l’imperscrutabilità di un derby, la Lazio in trasferta, Fiorentina in casa, oltre al già menzionato incontro con l’Inter a Milano all’ultima giornata e che, come già detto, sarà la giornata dove probabilmente si definirà il testa a testa tra le due prime della classe.

In sostanza hanno poco da stare allegri. Bisogna vedere con quale situazione di classifica ci arriveranno: ad occhio e croce ci arriveranno da disperati e quindi vale quanto detto per il Cagliari. Come si vede, il calendario dell’Inter è di molto più punteggiato da trappole più o meno celate rispetto a quello del Milan.

Tornando alla lotta per non retrocedere: già detto di Samp e Salernitana, per quanto riguarda la sorte del Cagliari parlano le proiezioni: difficile ipotizzare che l’Inter alla penultima giornata sia ad un congruo numero di punti talmente distanti (in basso come in alto) da rendere inutile l’incontro al punto di decidere di consegnar loro tre punti comodi.

Quelli dovrà sudarseli e c’è da scommetterci che l’Inter non sarà d’accordo. Si aggiunga che dietro stanno spingendo forte: la Salernitana sta compiendo una sorta di miracolo sportivo, neanche un mese fa sembrava in una situazione di assoluta compromissione. Pure il Genoa sembra riaver messo in ordine i propri fili pur non dando la sensazione di avere lo stesso abbrivio dei campani.

Probabile che molto si deciderà nello scontro diretto tra Cagliari e Salernitana, con quest’ultimi che potranno contare sul fattore casalingo. Pare invece fuori da ogni conteggio il povero Venezia, che tanto all’inizio della stagione aveva dato segnali confortanti.

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Filippo De Fazio
Filippo De Fazio
Lavora "indegnamente" per la forza armata dell’aria da sempre (ma sono solo problemi loro). Lettore incallito e compulsivo, grafomane della vecchia scuola, ex calciatore dagli esiti disastrosi, popolano di lignaggio, ha un’insana tendenza ad annoiare e ad annoiarsi.

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