Milan campione d’Italia, lo striscione che offende l’Inter è subito un caso. E la Procura Figc apre un’inchiesta.
Il Milan campione scivola sullo striscione
Inter e Milan si sono date battaglia in un lungo derby durato tutta la stagione, tra campionato, Coppa Italia e, indirettamente, anche Champions League.
Le due squadre si sono incrociate quattro volte sul campo, schermaglie anche tra società, allenatore e soprattutto media. In campionato, alla fine, ha avuto la meglio la squadra rossonera, mentre i nerazzurri si sono consolati – ma non troppo- con due coppe e un buon cammino in Europa.
Complimenti ai rossoneri Campioni d’Italia. Non si può dire la stessa cosa invece per quello accaduto fuori dal terreno di gioco, durante i festeggiamenti: dallo sfottò – che ci stà – all’insulto il passo è stato fin troppo breve.
I giocatori del Milan, durante la parata sul pullman scoperto, si sono resi protagonisti di diverse uscite decisamente fuori luogo (è un eufemismo) e fuori da ogni decenza.
Da “La Coppa Italia mettila nel culo” a Ibrahimovic che ha invitato i tifosi a mandare “un messaggio” a Calhanoglu fino ai “classici” cori “Inter merda” fino a “Interista vaffanculo”.
Se a farlo sono i tifosi, non è cosa edificante ma diciamo che non ci si aspetta lezioni di bon ton nel contesto, e si chiude un occhio, specialmente se la cosa non trascende in violenza. Ma se a farlo sono dei giocatori professionisti, la cosa è ben diversa.
Oggi la Gazzetta dello Sport conferma l’apertura di un fascicolo da parte della Procura federale per violazione dell’articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva, quello in cui si parla dei doveri di “lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva”.
Al momento dal club nerazzurro non sono arrivati commenti ufficiali, mentre nella serata di ieri il presidente rossonero Paolo Scaroni ha contattato la dirigenza interista per chiedere scusa per l’accaduto e stigmatizzare la questione.
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