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mercoledì, Agosto 10, 2022

Lukaku, the show must go on: con tanti saluti

Lukaku lascia ufficialmente l’Inter, dopo 64 goal in 95 partite ed uno scudetto vinto in due anni. Lo spettacolo va avanti.

Lukaku, the show must go on

Big Rom ieri ha terminato le visite mediche ed è volato a Londra dove inizierà la sua terza vita con la maglia del Chelsea.

Nemmeno Nina Moric e Corona si sono presi e mollati così tante volte. Vedremo se la terza avventura con la maglia dei Blues sarà quella giusta.

Lukaku aveva lasciato l’Inghilterra, sponda Manchester United, da giocatore considerato bollito e finito. Dopo due anni in Italia si è rigenerato e ora vi ritorna con le stigmate del fuoriclasse. Infatti la dirigenza londinese non ha badato a spese per riprenderlo, e sulla sponda italiana non è che abbiano trovato chissà quali resistenze…

Lukaku deve tanto all’Italia e all’Inter. I nerazzurri hanno creduto in lui, in realtà Conte credeva in lui, ma l’ex allenatore dell’ultimo tricolore in quel momento rappresentava tutto il mondo interista.

Lukaku, the show must goes on con tanti saluti

Il mercato Inter vive solo di addii. Va via Conte, per i piani della società, va via Oriali, prima o poi ci spiegheranno il motivo, e vanno via Hakimi e Lukaku.

I due fuoriclasse accasati altrove sono la fotografia della situazione economica della società, ancora non spiegata bene (è un eufemismo) ma che dovrebbe essere evidente a tutti, e sono una perdita tecnica difficilmente rimediabile.

Soprattutto se i soldi sul mercato sono pari a zero. Lukaku oltre ad essere stato l’anima in campo della squadra, per i tifosi, era anche il simbolo dell’interismo che voleva riprendersi il ruolo che gli compete. Professionista esemplare, mai una parola fuori posto, uso dei social vicino allo zero, trascinatore in campo e leader dentro lo spogliatoio.

Sembrava che nonostante la bufera societaria il ragazzo avesse deciso di continuare a lottare per i colori nerazzurri. Invece non era così. In pochi giorni, in poche ore, è cambiato tutto e l’offerta arrivata dall’Inghilterra è diventata irrinunciabile.

Una volta trovata la quadra tra le società l’attaccante belga ha (ri)sposato la causa del Chelsea. Dopo le lacrime di Messi per l’addio al Barcellona la vicenda di Lukaku cosa volete che sia? In realtà nulla. È solo l’ennesimo esempio che non solo non esistono più le “bandiere” ma non esiste più niente se non il tifo per il club ed i colori.

Le lacrime di Messi sono figlie del suo tempo

In realtà anche i colori se la passano male se guardiamo alcune casacche della prossima stagione. Le dichiarazioni d’amore per il club, i baci alla maglia quando segnano, le storie nei social sono solo parti del copione che va recitato.

Lo spettacolo prevede anche questo. Ed il tifoso, lui si innamorato, lui si che soffre, lui si che spende tempo e denaro per sostenere la squadra, crede a queste favolette per poi svegliarsi improvvisamente e capire che erano sempre e solo le solite scene ad uso  consumo dei media.

Tutti siamo stati innamorati e ci siamo illusi che l’amore fosse ricambiato, a volte non è stato così. La differenza con il calcio è che non è mai così, non esiste possibilità diversa.

In nome del professionismo ogni scelta ha una logica ed una giustificazione. Il problema è che parliamo di sentimenti ed in nome del professionismo, che si tirano fuori solo quando conviene, non tutto può essere giustificato.

Lukaku ieri ha dichiarato che presto scriverà una lettera ai tifosi interisti. Naturalmente siamo in trepida attesa perché vogliamo leggerla, ma siamo anche consapevoli che è solo un capitolo del solito copione. L’ultimo, cronologicamente.

 

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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