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mercoledì 28 Luglio 2021
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Il calcio del ‘popolo’ del PSG con l’aiuto del Qatar e di Ceferin

Mentre in tutta Europa si fa calciomercato come la Longobarda di Oronzo Canà, il Psg non bada a spese con l’aiuto del Qatar e di Ceferin.

Il calcio del popolo del PSG

Molti si chiedono come faccia il Psg a far spese pazze sul mercato proprio nell’anno in cui tutti i club del mondo soffrono per le conseguenze del Covid. Siamo al segreto di pulcinella, ma un conto sono le chiacchiere da bar, un conto quando le inchieste giornalistiche tirano fuori qualche informazione che rende più chiaro il quadro.

Dell’argomento se ne sono occupati molto in Germania e in Inghilterra con il Telegraph, ma anche Repubblica e Corriere in Italia hanno approfondito la questione. Anche perché meglio guardar fuori che dare un occhiata anche alle nostre latitudini che potrebbe non esser così semplice poi tirarsene fuori…

E dunque il segreto non segreto del Psg, ovviamente, non è solo il fiume di denaro nell casse della società, che non basterebbe comunque ad arginare i parametri finanziari del calcio, ma i rapporti di Al Khlaifi, i suoi legami con l’Uefa, dal no alla Superlega agli affari con Ceferin.

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Al Khelaifi, il filantropo del calcio, colui che aveva tuonato contro la Superlega:

“Il Paris Saint-Germain è fermamente convinto che il calcio sia uno sport per tutti. Sono stato coerente su questo fin dall’inizio. Va ricordato che come squadra di calcio, siamo una famiglia e una comunità, il cui cuore è costituito dai nostri sostenitori. Dobbiamo ricordarcelo. C’è una chiara necessità di cambiare il modello di competizione esistente della UEFA, e la proposta di ieri della UEFA, che conclude 24 mesi di consultazioni approfondite in tutto il panorama calcistico europeo, va in questa direzione.”

“Riteniamo che qualsiasi proposta senza il sostegno della UEFA – un’organizzazione che da quasi 70 anni si sforza di promuovere gli interessi del calcio europeo – non risolva i problemi che la comunità calcistica deve affrontare attualmente, ma sia al contrario motivata da interessi personali. Il Paris Saint-Germain continuerà a lavorare con la UEFA, l’Associazione Europea dei club e tutti gli stakeholder del calcio europeo sulla base dei principi di buona fede, dignità e rispetto per tutti”.

Emerge qui un primo dettaglio sulla scelta di campo del Psg: il modello Superlega non avrebbe permesso gli acquisti folli del team francese, visto che imponeva ai club di non superare con le spese per gli stipendi il 55% del fatturato. Misura pensata per frenare il cosiddetto “effetto Neymar”, la crescita esponenziale delle spese, frutto delle follie di Manchester City e Psg, con la Uefa che si è mostrata incapace (volontariamente?) di far rispettare il fair play finanziario.

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I rapporti tra Psg, Qatar e UEFA.

L’altro aspetto da sottolineare è il rapporto stretto tra Uefa e Qatar: da febbraio Qatar Airways è main sponsor dell’Europeo. E Be-In, broadcaster tv del Qatar, ha investito 500 milioni per i diritti tv delle coppe Uefa per il Medio Oriente, Nord Africa, Hong Kong, Malesia, Brunei e Singapore.

Come riportato dal Corriere della Sera: “Intanto non si può non notare l’estate sulla cresta dell’onda del Psg che solo per pagare gli stipendi dei portieri spenderà 22,5 milioni netti (Donnarumma 12, Navas 7, Areola 3,5). Per tacere di Wijnaldum del Liverpool e vedremo se arriveranno Hakimi, e parbleu, CR7. Senza che (ancora una volta) a Parigi si sentano toccati dalla parola fairplay finanziario. Che si vuole riformare ma che risulta ancora vivo. Intanto l’Uefa e BeIn Sports hanno rinnovato l’accordo per i diritti tv in Medio Oriente per 500 milioni di euro. BeIn Sports fa parte di BeIn Media Group, società del presidente del Psg Al- Khelaifi”.

Tutto questo con Al Khelaifi che ha poi sostituito Agnelli, “il traditore” come braccio destro di Ceferin nella rappresentanza dei club europei. Qualche settimana fa il Telegraph scriveva che Al Khelaifi si era preso tutto il potere nel calcio europeo.

Quanto sia vero è difficile valutarlo ma, così, ad occhio, come fossimo al bar, vediamo che, mentre a Parigi fanno collezione di figurine, nel resto d’Europa la maggior parte dei team sta dando vita a un mercato in stile Longobarda, con il Presidente Borlotti che promette all’allenatore Oronzo Canà: “Ma lo sa che noi attraverso le cessioni di Falchetti e Mengoni riusciamo ad avere la metà di Giordano? Da girare all’Udinese per un quarto di Zico e tre quarti di Edinho.”

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Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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