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venerdì 3 Settembre 2021
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L’Italia degli smemorati: quando vinci sono sempre gli altri antisportivi

Nell’euforia della vittoria ad Euro2021, complici gli atteggiamenti censurabili di molti protagonisti tra i rivali della nostra nazionale, l’Italia degli smemorati si è lasciata andare a una retorica sulla sportività piuttosto stucchevole.

L’Italia degli smemorati

Tornare a vincere la Coppa Europa per Nazioni dopo 53 anni è sicuramente un’impresa. Il trionfo ha il volto di Roberto Mancini, per qualcuno di Mario Draghi, abbiamo dovuto leggere anche questo (sic!).

Non aveva la squadra migliore ma non sempre vince, in questo tipo di torneo, la formazione più forte. L’esempio è la Grecia nel 2004 che vinse grazie ai goal di Caristeas che in quel mese sembrava Van Basten, e dopo è tornato ad essere Caristeas.

In sette partite cinque vittorie e due pareggi. Tre supplementari e due lotterie ai rigori. Ha praticamente giocato in dieci tutto il torneo, con un attaccante ed il suo sostituto, che hanno fatto o solo presenza o segnato goal inutili.

Turchia-Italia
Roberto Mancini

Una difesa rocciosa ma datata ed un centrocampo che ha fatto vedere una solidità insperata. È la vittoria di un gruppo che è andato oltre le sue possibilità, che è un merito non da poco. È una vittoria che ha dato lustro allo spirito patriottico ma ci ha anche regalato una retorica francamente insopportabile.

Il calcio spesso non è sport, lo è in senso stretto, ma non è un ambiente dove il verbo di De Coubertin trova ospitalità e tribuna, se non a parole e quando vinci. Le accuse di poca sportività nei confronti degli inglesi sono vere nella sostanza, non hanno certo brillato in questo senso, ma retoriche perché noi avremmo fatto più o meno lo stesso.

L’Italia è una nazione di smemorati, non solo per il calcio ma anche per temi più seri. Molti hanno dimenticato i fischi all’inno argentino durante la finale di Italia 90. Gli argentini dovevano pagare l’aver eliminato gli Azzurri in semifinale.

I teatrini di Bonucci al fischio finale avrebbe irritato anche il più distaccato spettatore. Ci rendiamo anche conto della frustrazione accumulata nella sua carriera. Un giocatore che, fino ad oggi, superato il confine a Chiasso, aveva perso anche i tornei di Burraco.

Non abbiamo memoria di Azzurri festanti quando hanno ricevuto la medaglia per il secondo posto. Questo è un Paese dove una squadra a caso, la Juventus, espone scudetti revocati per illecito sportivo. In Inghilterra una cosa del genere non verrebbe tollerata e non ci viene in mente nulla di più antisportivo.

E vogliamo parlare dei nostri radiocronisti che durante la finale hanno scoperto che esistono simulatori fastidiosi, antisportivi, accanendosi per tutti i 120 minuti su Stearling, quando sono anni che in Italia abbiamo il campione assoluto del repertorio, Cuadrado, su cui invece si tende a soprassedere e ad esaltarne solo le virtù?

L'Italia degli smemorati: quando vinci sono sempre gli altri antisportivi

Per non parlare del poco coraggio nel prendere posizione contro il razzismo, cosa che il bravo Southgate ha fatto in modo chiaro ed inequivocabile. Purtroppo fischi e insulti sono la cornice tipo di manifestazioni in cui il calcio è protagonista.

Personaggi come Luis Enrique forse non sono l’eccezione ma vengono dimenticati presto. E finché non prenderemo coscienza che non siamo diversi dai nostri amici albionici, se non quando vinciamo, difficilmente potremmo dare lezioni di sportività.

L’ultimo anno con gli stadi vuoti forse ci ha fatto dimenticare che al suo interno ci sono molte persone perbene ma è anche il luogo dove una minoranza violenta detta regole.

Dunque, campioni si, immacolati proprio no.

 

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Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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