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mercoledì, Agosto 17, 2022

La farsa del Pallone d’Oro a Messi è il terrore della lesa maestà

Messi vince il Pallone d’Oro che ormai sta al calcio come Sanremo alla musica.
Una scelta che rende ancor meno credibile il premio. Secondo Lewandowski, terzo Jorginho.

Il Pallone d’Oro a Messi

Non sappiamo quando scadranno i contratti pubblicitari che legano l’immagine di Lionel Messi al mondo del calcio, ma se si protrarranno anche dopo il suo ritiro, probabilmente continuerà a vincere il Pallone d’Oro anche da casa, seguendo le partite dal soggiorno insieme alla famiglia.

La premiazione al Theatre Chatelet, nel centro di Parigi, è stata un momento dadaista all’interno di quella che è da considerare una parata a baneficio degli sponsor, e un banchetto privato tra vip del calcio.

Messi vince il Pallone d’oro 2021. Secondo Lewandowski, terzo Jorginho, quarto Benzema. Un premio che ormai non ha alcun appiglio nella realtà: sta al calcio come Sanremo alla musica.

Lionel Messi non è più il calciatore più forte del mondo, ha imboccato già da un paio di stagioni abbondanti la via del tramonto, come si può vedere anche al Psg, dove vive di sputni isolati ma non fa più la differenza assoluta come un tempo.

La sua Argentina ha finalmente vinto un trofeo: la Coppa America, dove comunque parte sempre coi favori del pronostico assieme al Brasile. Fa più notizia quando non arriva almeno in finale che il contrario.

Ma è l’anno del trasferimento di Messi ala corte di Al Khelaifi, il filantropo del calcio, nuovo presidente dell’Eca e massimo sostenitore di Infantino. Potevamo aspettarci realmente che vincesse qualcun’altro?

Vince dunque un 34enne alla faccia di talenti che da anni dominano come Lewandowski, che non solo vince ripetutamente col Bayern, ma è dal 2014  che segna più di 40 reti a stagione. Per lui il secondo posto e la presa in giro del premio “attaccante dell’anno”.

E nemmeno spinge nuovi talenti, nuovi volti immagine del carrozzone, come quel Mbappè campione del mondo con la Francia, o il 21enne Haaland (11esimo), che viaggia al ritmo di un gol a partita.

Al limite, è strano che sul podio non sia finito anche l’altro grande vecchio, Cristiano Ronaldo, che comunque, sportivamente, sta invecchiando meglio del rivale. Non ci sorprenderemmo se CR7, vincendo un trofeo col Manchester Ud quest’anno, si ritrovasse nuovamente tra i papabili della prossima edizione.

Parafrasando quel vecchio spot contro la pubblicità all’interno dei film che diceva “Non s’interrompe un’emozione“, non s’interrompe il duopolio Messi-Ronaldo, è lesa maestà!

 

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Marquez
Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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