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A Derna, nella città della Cirenaica praticamente distrutta dalla furia dell’acqua, i morti accertati sono saliti almeno a 6.000 dopo una prima valutazione di oltre 2.330 vittime, ma potrebbero diventare diecimila – secondo le stime della tv di Bengasi e della Croce Rossa – e oltre, perché le persone che mancano all’appello sono di fatto un numero indefinito.
Alluvione in Libia, Derna spazzata via
Le violente piogge alimentate dalla tempesta Daniel hanno provocato in Libia quella che è stata definita come la peggiore alluvione mai registrata in epoca recente. Varie le città colpite, tra cui Jabal al-Akhdar, Bengasi e Misurata. Derna sta riportando però i danni maggiori, soprattutto dopo che domenica vari quartieri sono stati travolti dall’acqua generata dal crollo di due dighe più a monte.
La città costiera secondo gli esperti è stata travolta all’improvviso da 30 milioni di metri cubi di acqua. Interi edifici, in particolare quelli sulla sponda del fiume, sono stati spazzati via, così come mostrano i filmati realizzati dai residenti. Molte strade restano inaccessibili, rendendo più faticoso l’intervento dei soccorsi. Interrotte in varie zone anche le telecomunicazioni e la corrente elettrica. Si teme anche per la sicurezza degli impianti petroliferi in Cirenaica.
“La situazione nella città di Derna sta diventando sempre più tragica. I dispersi sono migliaia, i morti 3mila ma ci aspettiamo che raggiungeranno i 10mila. Al momento non ci sono bilanci definitivi. Molti quartieri restano inaccessibili”. Questo il quadro descritto all’emittente Al-Masser dal ministro della Sanità dell’amministrazione che controlla l’est della Libia, Othman Abdel Jalil, dopo il disastro che ha colpito la città di Derna, che si affaccia sul Mar Mediterraneo.
Osama Hammad, primo ministro ad interim del governo parallelo di Bengasi non riconosciuto dall’Onu, ieri ha immediatamente attivato la macchina dei soccorsi per Derna per trarre in salvo le persone bloccate a causa dell’inondazione e dare protezione a chi ha perso la casa. Il vicepremier Ali al-Gatrani ha invece fatto appello agli aiuti internazionali.
Il Governo di unità nazionale (Gnu) di Tripoli, che controlla l’ovest del Paese, ha subito mobilitato mezzi di soccorso e convogli di aiuti sotto il coordinamento del ministero della Sanità e delle agenzie per le emergenze, per sostenere le popolazioni colpite, come ha confermato ai media internazionali il primo ministro Abdul Hamid Dbeibeh: “Siamo pronti a rispondere con tutte le risorse disponibili”.

Fonte – Agenzia Dire
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