I duellanti squilibrati: Musk vs Zuckerberg al Colosseo?

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Musk vs Zuckerberg: la trattativa milionaria per lo scontro tra il creatore di Facebook e il nuovo proprietario di Twitter, che sembrava una boutade, prende invece forma. Il Ceo di Tesla: “Ho parlato con Meloni, il match avrà come scenario l’antica Roma”. Tra smentite, illazioni e provocazioni, i due starebbero continuando la trattativa per la sfida a colpi di arti marziali da fare nel cuore di Roma, al Colosseo (!), palcoscenico paradigmatico nel quale i due Dei-infanti possano sfogare i propri capricci da seminatori di asocialità squilibrata.

I duellanti: Musk vs Zuckerberg

La prosopopea siliconiana si nutre di un imperativo avveniristico, di un millenarismo allucinato che auspica la liberazione assoluta dell’individuo da qualsiasi costrizione.

I suoi demiurghi non divulgano strategie di profitto ma progettano esistenze finalmente lisce, scorrevoli, affrancate dalle passioni, dal dramma intrinseco alla condizione umana cioè la sua limitatezza.

La tecnologia digitale sarebbe dunque fattore di salvezza; per questo motivo gli imprenditori dell’immateriale si percepiscono creatori capaci di rendere migliore il mondo. Si scorge nella loro dottrina un’evangelizzazione purificatrice in grado di redimere l’umanità ancora appassita da pulsioni arcaiche che ostacolerebbero la gestazione del progresso.

Questa razionalità spinge per un perfezionamento asettico della società nella quale le condotte individuali si adeguano passivamente allo scorrere dello sviluppo tecnologico poiché tutto è ideato a fin di bene. Il bene supremo consiste nel rendere ogni essere umano potenzialmente autosufficiente con le sue protesi digitali e affrancato da qualsiasi sforzo intellettuale e fisico. I dati raccolti dalle piattaforme penseranno, agiranno al posto delle persone che si godranno a bocca aperta le leccornie offerte dalla libertà, da vivere però in una recinzione solipsistica e auto-centrata.

Un mondo così depurato dal conflitto ma corroso dalla violenza generata dalla percezione dell’espansione illimitata di sé.

I sacerdoti di questo Credo oltrepassano una porta che conduce al senso di onnipotenza. I manager globali delle start up, del capitalismo parassitario incentrato sullo sfruttamento dell’alienazione digitale, non percepiscono alcun senso del limite in una prospettiva hitleriana di disinfestazione civica.

Il loro perfezionamento personale passa attraverso visioni disturbate e psicotiche tanto da non sopportare regole, leggi, precetti morali o i limiti congeniti del vivere collettivo. Il loro istinto regredisce a uno stadio infantile; che non accetta paletti al desiderio immediato. Non importa se si parla della conquista di Marte o di sconfiggere il passare del tempo.

In questo quadro raccapricciante due delle menti più allucinate dei nostri tempi, poste al vertice di quella che è chiamata economia delle superstar, proprio come fanno i bambini a seguito di un’incomprensione, hanno deciso di sfidarsi facendo a botte. Sì a botte.
Elon Musk e Mark Zuckerberg si sentono limitati dalla presenza dell’altro.

La sfida rappresenta un’allegoria efficace del prossimo futuro, nel quale l’Altro si ridurrà a strumento per la propria affermazione, per il proprio riconoscimento negato dalla sfera pubblica. Strumento che si rivolterà in ostacolo da abbattere. Ma non basta sfidarsi. È bene affidarsi a un palcoscenico adeguato nel quale i due Dei-infanti possano sfogare urbi et orbi i propri capricci a colpi di kung fu. Pare abbiano proposto il Colosseo. Sì il Colosseo.

La nuova mentalità progressista che porta alla guerra è condensata nelle predisposizioni caratteriali di questi seminatori di asocialità squilibrata. Oggi fonte di ammirazione sconsiderata.

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Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

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