Douglas McGregor: “Fino a quando gli Stati Uniti non vedranno l’esercito russo che vaga per le strade di Kiev e attraversa il Dnepr, gli USA non crederanno per un secondo che la guerra è finita.”
Douglas McGregor: “Occidente cieco e sordo alla realtà”
Douglas McGregor, ex colonnello dell’esercito statunitense, uno dei più noti analisti militari, che ben conosce chi è al comando a Washington, nell’intervista che gli ha fatto lo storico norvegese Glen Diesen ha avvertito del momento di grave pericolo che si corre in questa fase del conflitto in Ucraina.
“Sta diventando sempre più chiaro in Occidente che qualcosa è andato terribilmente storto nel progetto Ucraina – ha spiegato l’analista. – Le previsioni e le proiezioni non hanno avuto successo e l’Occidente non sembra sapere cosa fare. L’economia russa non era un castello di carte come previsto, le armi russe non erano inferiori come previsto, i soldati e i comandanti russi non erano incompetenti come previsto e la tecnologia russa non era inferiore come previsto. Per certi aspetti i russi sembrano addirittura essere superiori all’Occidente. Le loro armi sono efficaci e in molti casi tecnologicamente superiori, come chiaramente dimostrato dai loro missili ipersonici, sistemi SAM e sistemi di guerra elettronica. La loro economia sembra essere sorprendentemente avanzata e diversificata e basata sulla creazione di ricchezza reale piuttosto che sulla finanziarizzazione e sul debito come quella occidentale. Anche il loro pensiero strategico e tattico sembra funzionare, mentre quello occidentale chiaramente no.”
Se tutto ciò è vero, chiede Diesen, perché la Russia non ha intensificato la propria azione per chiudere vittoriosamente il conflitto?
La spiegazione di McGregor: “Il presidente russo è estremamente cauto. Il suo obiettivo finora è stato quello di evitare a tutti i costi il confronto diretto con gli Stati Uniti e la NATO.
Tuttavia, gli alti ufficiali degli eserciti russi gli hanno sicuramente indicato che la moderazione mostrata dalla Russia in questa guerra è interpretata – erroneamente – da Washington come una debolezza da sfruttare a proprio piacimento.
Secondo me, questi ufficiali russi hanno ragione. È impossibile vincere una guerra sedendosi in una posizione difensiva. Potresti eliminare tutti i soldati nemici, tutto il loro equipaggiamento e ancora non vincere la guerra.”
E ancora: “Tuttavia, l’umore a Washington e Londra – e quello dei globalisti al potere a Parigi e Berlino – non promette nulla di buono. Sono ciechi e sordi alla realtà.
Washington non è disposta ad ammettere la sconfitta. Alti ufficiali statunitensi che tentano di presentare rapporti in cui sembra che il livello degli eserciti e degli armamenti russi, così come i fatti sul terreno in Ucraina, non corrispondano alla narrativa ufficiale USA/Regno Unito, sono trattati come intrusi.”
E dunque la conclusione dell’analista è lapidaria: “Fino a quando gli Stati Uniti non vedranno l’esercito russo che vaga per le strade di Kiev e attraversa il Dnepr, gli Stati Uniti non crederanno per un secondo che la guerra è finita. È impossibile vincere una guerra assestandosi in posizione difensiva”

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- Il MES e l’europeismo autolesionista del PD
- La Francia che esplode e una rivolta senza eroi
- Se Beppe Grillo legge (o leggesse) Marx…
- Putin, Shoigu, Prigozhin: gioco a tre. Le fantacronache
- Autunni e primavere, metafore sul disallineamento tra mondo ed immagine di mondo
- Kavi: Il Poeta è Vivo
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente












