L’addio a Jamie Reid e Sixto Rodriguez, grandi (forse inconsapevoli) rivoluzionari del Novecento

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Ieri sono morti due grandi rivoluzionari del Novecento: Jamie Reid, il grafico dei Sex Pistols e Sixto Rodriguez, rocker proletario che fece il muratore senza sapere di essere diventato una rockstar clandestina e mito underground della lotta contro l’apartheid in Sud Africa.

Jamie Reid e Sixto Rodriguez, due rivoluzionari

Cominciamo dalle basi: se non l’avete visto vi consiglio il bellissimo film Sugarman sulla incredibile storia di Sixto Rodriguez e il suo disco che vendette sei copie negli USA ma che fece la rivoluzione antirazzista e anticolonialista in Sud Africa.

Rodriguez era figlio di un immigrato messicano e di una madre nativa americana. Un proletario nella Detroit delle fabbriche di automobili da dove vennero fuori le pantere bianche di John Sinclair, gli Stooges di Iggy Pop e MC5.

Le sue canzoni raccontavano la vita della classe lavoratrice. Incise due dischi ma non ebbe successo. Aveva fatto l’operaio in fabbrica e poi fece il muratore per campare. Dopo decenni scoprì che le sue canzoni avevano allargato l’area della coscienza tra tanti giovani bianchi sudafricani che si schierarono con la maggioranza oppressa nera. Divenne più famoso di Dylan e dei Beatles.

Il regime dell’apartheid vietava i dischi rock come veicoli della controcultura libertaria della contestazione ma fu proprio un artista sconosciuto a diventare un culto sotterraneo. Pare che piacesse molto a Steven Biko.

Jamie Reid ispirato dal maggio ’68 e dall’Internazionale Situazionista fu tra i promotori di gruppi come King Mob e della Suburban press. Realizzò le grafiche delle copertine dei Sex Pistols e inventò con Malcolm McLaren la rivoluzione del punk.

Ha continuato a lavorare per movimenti di lotta nel corso degli anni e ha realizzato celebri grafiche contro Margareth Thatcher. E’ rimasto per tutta la vita un hippie – punk ribelle.

La pratica di lunga data di Jamie Reid come artista si colloca saldamente all’interno di una tradizione di dissenso radicale inglese dai rivoluzionari protocomunisti del ‘600 Wat Tyler e Gerrard Winstanley ai poeti William Blake, Coleridge e Wordsworth che lamentava essere ricordati come autori di versi e non come “veri radicali” ispirati dalla Rivoluzione Francese.

“Il mio background è druidico e socialista. Ciò che ci viene insegnato nella storia perde un’intera tradizione spiritualista e socialista e sradica personalità di enorme importanza. La mia famiglia è stata molto coinvolta per centinaia di anni con l’ordine dei Druidi e l’intero apprezzamento assoluto di quanto sia speciale questo pianeta. Siamo qui come guardiani di tutto ciò, ma abbiamo mandato tutto a puttane. È così importante apprezzare i solstizi e gli equinozi: è così parte integrante di tutto e la natura è parte integrante della mia pittura. C’è un elemento spirituale che ha a che fare con la magia pratica.”

Diceva che era diventato un artista nelle scuole d’arte che i governi laburisti avevano reso accessibili alla working class. Lì aveva conosciuto Malcolm Mc Laren. I tagli alle scuole dei neoliberisti lo facevano incazzare così come la repressione della rave culture. “Listruzione è un diritto fondamentale, dovrebbe essere gratuita”.

I compagni di Left Unity lo ricordano come sostenitore delle mobilitazioni contro la guerra e di Stop the War Coalition. Aveva collaborato in anni recenti con Occupy, Pussy Riot, Extinction Rebellion.

La rivoluzione lavora con metodo, diceva Karl Marx e la vecchia talpa scava e risbuca dove meno te l’aspetti.
Onore al merito ai compagni Sixto e Jamie. Due dei nostri.

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Maurizio Acerbo
Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

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