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giovedì, Giugno 30, 2022

Ucraina, dopo le illusioni una via di uscita: più armi per evitare la disfatta

Il punto di Remocontro* sulla crisi ucraina: Gli alleati di Kiev forniranno più armi a Zelensky non per vincere la guerra, come vorrebbe il velleitario ministro ucraino Podoliak, “ma almeno per non farsi travolgere”.

Ucraina in crisi, più armi per evitare la disfatta

A Bruxelles i ministri dei 47 Paesi raccolti dagli Usa per Kiev. La Polonia si riarma e Zelensky chiede “mille cannoni, 300 Mlrs, 500 carri armati, 2000 blindati, 1000 droni“: ma le sue attese, ritenute esagerate, andranno certamente deluse anche perché la crisi economica che incombe prepara severità dure e decisamente impopolari nei Paesi donatori.
La Polonia fa da se e si riarma investendo il 3% del suo Pil non particolarmente florido a credito Usa.

L’arsenale impossibile

Mykhaylo Podoliak, advisor di Zelensky, ha pubblicato su Twitter “la lista degli ingredienti per vincere la guerra”. Eccoli: 1000 cannoni Howitzers, calibro 155 mm; 300 Mlrs; 500 tank; 2000 blindati; 1000 droni. E ha concluso: “oggi si riunisce il Gruppo di contatto; aspettiamo una risposta”.

Ma è molto probabile che le attese di Podoliak andranno deluse, annota Giuseppe Sarcina sul Corriere. “Il suo elenco è troppo ambizioso”. Comunque, qualche indicazione un po’ meno astratta della guerra di logoramento della Russia predicata da una parte Usa.

Vi siete chiesti se sono legali le armi nucleari in Italia?

Dubbi a Washington

Gli ucraini stanno perdendo terreno nel Donbass e, soprattutto, sarebbero a corto anche di munizioni, e a Washington cominciano a serpeggiare dubbi anche all’interno dell’Amministrazione, regolarmente intercettati dal New York Times. “Fino a quando Zelensky sarà in grado di reggere l’urto dei russi?”.

Nuovamente protagonista il ministro della Difesa americano, Lloyd Austin (reduce contestato dall’Asia su Cina e Taiwan), l’ideatore del «Gruppo di contatto» che aveva progettato l’impossibile.

Ma il ministero della Difesa di Kiev già avverte: “occorrono 60 lanciatori a lungo razzo Mlrs (Multiple launch rocket system, di fabbricazione Usa) per bloccare l’avanzata dei russi nel Donbass; con 40 continueranno ad avanzare”.

Dopo le illusioni una via d’uscita

Ufficialmente, però, la linea Usa-Nato non cambia. Joe Biden lo ha ripetuto nei giorni scorsi, ci ricorda sempre Sarcina. “Ieri per il governo ha parlato il sottosegretario alla Difesa, Colin H. Kahl: “Non saremo noi a dire agli ucraini come negoziare, quando negoziare e che cosa negoziare. Lo decideranno loro”. Una sollecitazione a trattare seriamente, cercando di non farlo apparire.

Probabilmente Si deciderà di fornire a Zelensky le armi necessarie non per vincere la guerra, come vorrebbe il velleitario ministro ucraino Podoliak, “ma almeno per non farsi travolgere”.

Mykhailo Podolyak

Riarmo polacco made in Usa

Il riarmo di Varsavia: più truppe, armi, mezzi e spese per la Difesa al 3 per cento del Pil. “Una vera e propria lista della spesa che comprenderà l’innalzamento delle spese militari al 3 per cento del PIL, l’incremento degli organici delle Forze Armate fino a 300 mila effettivi e l’acquisizione di una vasta gamma di armamenti”, precisa Analisi Difesa.

Un programma ambizioso (e costoso) che si aggiunge agli accordi già stipulati con gli USA per la consegna di 32 aerei da combattimento F-35 e 250 carri Abrams M1A2 SEP e che prevede la sostituzione dei vecchi velivoli da combattimento Mig 29 e Sukhoi Su-22 di fabbricazione russa.

* Remocontro

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