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martedì, Luglio 5, 2022

Una valanga di soldi: Ucraina armata dagli Usa fini ai denti

L’Ucraina armata dagli Usa: nel consueto approfondimento per Remocontro, Piero Orteca fa il punto su una delle più imponenti operazioni di riarmo della storia.

Una valanga di soldi per le armi dagli Usa a Kiev

Approvati fondi per altri 40 miliardi di dollari. Poteri “speciali” a Biden per esportare missili, bombe e cannoni, ovunque, fino a 11 miliardi di dollari. E la stampa statunitense comincia a porre gravi e inquietanti interrogativi circa la capacità di Washington di mantenere un efficace controllo delle armi inviate a Kiev.
Intanto l’Ucraina batte Israele nel cuore e nella tasca americana in fatto di armi.

Imponente operazione di riarmo

In una delle più imponenti operazioni di riarmo della storia, giovedì scorso il Senato degli Stati Uniti ha approvato la legge che stanzia l’astronomica cifra di 40 miliardi di dollari per l’Ucraina. La proposta dell’Amministrazione Biden è passata in modo quasi “bipartisan” (86-11), anche se non sono mancate alcune importanti distinzioni.

Questi aiuti si aggiungono ai 6 miliardi erogati a partire dal 2014 e agli altri 14, stanziati subito dopo l’invasione russa. Finora, negli Usa, il sostegno a Kiev è stato unanime, ma di fronte alle sempre più gravi perturbazioni economiche e finanziarie, cominciano a essere sollevate le prime domande.

Anche perché, a novembre, si vota per le elezioni di “Midterm”. Si rinnoverà il Congresso e, per la proprietà transitiva, chi lo controllerà, avrà il coltello dalla parte del manico, per ciò che riguarda le leggi di spesa.

‘Guerra europea’ ma guai in casa

Ma negli Stati Uniti, in questo momento, la “guerra europea” è solo uno dei problemi, e nemmeno il più importante. Al primo posto viene l’inflazione, poi c’è l’ordine pubblico, l’immigrazione clandestina, le eventuali modifiche alla legge sull’aborto che potrebbe decidere la Corte suprema, l’interruzione della catena degli approvvigionamenti e via di questo passo. Insomma, ci siamo capiti: l’America non è l’Europa. Tattiche, strategie e, oseremmo dire, anche interessi “prossimi”, sembrano diversi.

La politica Usa attenta agli umori

Per ora (come sempre), a Washington, da Capitol Hill alla Casa Bianca, si fa politica, si guardano i sondaggi e poi si torna a fare politica, muovendosi secondo gli umori (molto mutevoli) dell’elettorato. Bene. Mettete da parte i nobili ideali, la melensa retorica e gli endecasillabi sulla democrazia. Anche Oltreoceano, la lite è sempre per la coperta.

I sondaggi stanno affondando Biden e i democratici, mentre in casa repubblicana c’è una faida tra i “trumpisti” e il resto del partito. L’ex Presidente ha fiutato il vento, gira come una trottola e, incredibilmente, intercetta ancora consensi. Il suo mantra? Aiutare l’Ucraina va bene, ma senza svenarsi, mentre il Paese soffre per un’inflazione mostruosa.

Aiuti esagerati, e quali?

In effetti, le perplessità degli analisti americani (e non solo) si concentrano sulle “quantità” e sulle “tipologie” di aiuti voluti dalla Casa Bianca. Altro che negoziati! Il riarmo ucraino voluto da Biden è straripante. La CNN gli fa i conti in tasca al centesimo e scopre tante “aree critiche”.

Dunque, la legge fornisce aiuti “per sostegno militare e umanitario”. Sulla carta. Perché dei circa 40 miliardi di dollari stanziati, quelli per fini umanitari sono limitati e aleatori. Circa 5 miliardi “per la crisi alimentare” vuol dire proteggere i raccolti ucraini? E un impegno finanziario che in quattro mesi (e fino a settembre) vale 54 miliardi, può essere lontanamente paragonato con quello che, finora, era il più importante, cioè i 3,8 miliardi erogati a Israele (dati Stimson Center)?

Ucraina batte Israele nel cuore e nella tasca

Fatta la legge, trovato l’inganno: Biden ha poi chiesto di inserire una clausola, che gli consente, autonomamente, di inviare armi ed equipaggiamenti fino all’incredibile cifra di 11 miliardi di dollari. Il cavillo istituzionale si chiama “autorità di prelievo presidenziale”.
‘Autorità di prelievo’ e ‘sicurezza Ucraina’

Sotto la voce “sicurezza dell’Ucraina”, invece, c’è una posta di 6 miliardi di dollari. È un espediente per non fare arrivare le armi dai magazzini del Pentagono, ma da “appaltatori”.

Chi sono? E ora sgranate gli occhi, perché i numeri non mentono mai. Dunque, sotto la sua citata “authority”, Biden ha fatto mettere in conto, con una partita di giro, un’altra montagna di dollari (9 miliardi); soldi destinati “a rimpiazzare” tutte le armi che gli Usa hanno già trasferito in Ucraina, alla chetichella. In particolare, i micidiali missili anriaereo “Stinger” e controcarro “Javelin”.

La CNN avverte che il problema è stato sollevato da parecchi congressisti, perché i depositi Usa sono rimasti mezzi vuoti. E quanti lanciamissili hanno inviato da Washington? Di sicuro una caterva. Ecco spiegato perché l’Ucraina è diventato un cimitero di carri armati e di aerei russi.

Ucraina armata dagli Usa fini ai denti

Benissimo, ora però sappiamo ufficialmente (gli specialisti, però, lo avevano già capito) che gli Stati Uniti hanno armato l’Ucraina fino ai denti. Nella legge sono previsti pure 4 miliardi di dollari, per le truppe americane schierate ai confini orientali della Nato. L’importanza della somma stanziata fa pensare che, anche in questo caso, Biden voglia mostrare i denti. Specie se si tiene in considerazione il fatto che, agli aiuti Usa, vanno aggiunti quelli della Nato e dell’Europa.

Secondo il senatore repubblicano Randy Paul, l’ammontare degli stanziamenti Usa per la guerra in Ucraina è 10 volte superiore a quello destinato per la ricerca sul cancro.
Non solo, ma costa quasi quanto tutto il Dipartimento di Stato ed eclissa i budget dei Ministeri della Sicurezza Interna, dell’Ambiente e dell’Energia.

E, infine, l’epitaffio: “Con un debito di 30 trilioni di dollari, l’America non può permettersi di essere il poliziotto del mondo”.

Piero Orteca per Remocontro

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