La carica del r.s.p.p. (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) deve essere funzionalmente distinta da qualsiasi ruolo decisionale, soprattutto da quello datoriale. La distinzione delle posizioni serve a non creare confusione nell’ambito delle decisioni relative all’organizzazione e gestione della sicurezza del lavoro.
Questo è quanto statuito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 16562 del 29.04.2022, la quale afferma che il cumulo di due diversi ruoli (datore e r.s.p.p) in capo ad un unico soggetto è indice di un colposo difetto di organizzazione che ricade sul datore di lavoro.

L’autonomia del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
L’RSPP L’autonomia del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è la persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’art. 32 dlgs 81/08. È designato per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.
Questo servizio provvede a individuare i fattori di rischio, elaborare delle misure preventive e protettive per la sicurezza e la salubrità degli ambenti di lavoro, proporre programmi di informazione e formazione e fornire specifiche informazioni ai lavoratori sui rischi potenziali e sulle misure di prevenzione da adottare.
In alcune aziende, a seconda delle dimensioni o della tipologia, il RSPP può essere affiancato da altri soggetti, gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP). Anche quest’ultima figura professionale deve avere delle caratteristiche tecniche specifiche per poter coadiuvare l’rspp.
È ormai indiscutibile nella giurisprudenza di legittimità l’orientamento che attribuisce alla figura del RSPP uno specifico ruolo di garante nella materia prevenzionistica.
Difatti, questi, pur svolgendo all’interno della struttura aziendale un ruolo non gestionale ma di consulenza, ha l’obbligo giuridico di adempiere diligentemente l’incarico affidatogli e di collaborare con il datore di lavoro, individuando i rischi connessi all’attività lavorativa e fornendo le opportune indicazioni tecniche per risolverli.
Pertanto si ritiene fondamentale non accorpare ruoli con compiti strutturalmente diversi che devono cooperare su piani distinti.

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