Reddito di cittadinanza, continua la battaglia di Renzi: il Robin Hood al contrario che ammira il costo del lavoro in Arabia Saudita, lancia raccolta firme per abolirlo.
Povertà? Renzi: togliamo il Reddito di cittadinanza
Il più attivo di tutti quando c’è da picconare la misura simbolo del M5S, è sempre lui, Matteo Renzi, che appena qualche giorno fa lo aveva definito una follia: “Mancano 350mila addetti per la stagione. Il ministro del Turismo (leghista!) propone un decreto flussi per coprire con i migranti i posti di lavoro. Inutile girarci intorno: il reddito di cittadinanza è una follia“.
E ieri è arrivato anche l’annuncio del passo successivo: dal 15 giugno Italia Viva raccoglierà le firme per abolire il reddito di cittadinanza. In un post sui social Renzi ha scritto: “Vogliamo abolire il reddito di cittadinanza e come previsto dalla legge dal 15 giugno partirà la raccolta ufficiale di firme. Ma vogliamo soprattutto cambiare il mondo del lavoro per i più giovani. Ne parliamo stasera al Talent Garden di Roma e su Radio Leopolda”.

Una iniziativa annunciata fin dall’estate scorsa quando Italia Viva pubblicò un video su Twitter in cui il leader spiegava perché era pronto a lanciare un referendum per l’abolizione della misura di sussistenza economica: “Voglio riaffermare l’idea che la gente deve soffrire, rischiare, provare, correre, giocarsela, se non ce la fai ti diamo una mano, ma bisogna sudare ragazzi”.
Dunque, oltre all’attacco costante da parte dei signori delle imprese italiane che gli danno dei fannulloni un giorno si e l’altro pure, i percettori del sussidio hanno dovuto anche sentirsi fare la morale educativa di Renzi che – come anticipato in quel famigerato video- vuole abolire il reddito di cittadinanza per “riaffermare l’idea che la gente deve soffrire, rischiare“, “spaccarsi la schiena come i nostri nonni“.
Il Referendum sul reddito di cittadinanza è una grande operazione educativa e culturale. I nostri nonni hanno ricostruito l’Italia spaccandosi la schiena, non con i sussidi di Stato. @matteorenzi pic.twitter.com/95zVWgkjs8
— Italia Viva (@ItaliaViva) July 30, 2021
Ovviamente, retorica per retorica, a parti invertite, ancora non abbiamo capito Renzi dove ha rischiato, sudato, spaccato la sua di schiena, perchè a quel che le cronache riportano, nel suo curriculum vitae, oltre alla partecipazione a un quiz televisivo in giovane età, vengono riportati solo incarichi politici, aiutato da una famiglia molto inserita proprio in ambito politico.
Siamo dunque alla morale per i paria? All’Alberto Sordi, Marchese del Grillo di “io so io,voi nun siete un cazzo” ?
Dello stesso avviso è il sottosegretario M5S all’Interno, Carlo Sibilia, che via Twitter ha replicato al senatore di Rignano Flaminio
“Nonostante la pandemia, la guerra e la crisi energetica, Italia Viva lancia una raccolta firme per togliere il Reddito di cittadinanza ai poveri. I milionari non si toccano, ma chi prende 700 euro al mese va stangato. Il solito Robin Hood al contrario. Il neo-rinascimento italo-arabo secondo i renziani”.
Evidentemente, quando Renzi dichiarava di invidiare il costo del lavoro in Arabia Saudita, l’abbiamo interpretato male, preso a ridere come una boutade. E invece parlava seriamente.
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