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giovedì 19 Maggio 2022
PolisLa Meloni lancia la sua offensiva egemonica su Letta

La Meloni lancia la sua offensiva egemonica su Letta

Giorgia Meloni: “C’è più di un punto di contatto fra il pensiero di Enrico Letta e il mio”. La leader di Fratelli d’Italia interviene per replicare al manifesto in 7 punti sull’Europa del futuro illustrato dal segretario dem.

Di Roberto Musacchio*

Giorgia Meloni: “C’è più di un punto di contatto fra il pensiero di Enrico Letta e il mio”.

Dunque la Meloni lancia la sua offensiva egemonica su Letta e sul tema centrale dell’Europa. Di questo si tratta quando la leader della destra segnala i punti di convergenza che vengono in luce nel contesto della guerra.

La “differenza” dice sta tra l’idea di Europa confederale e federale. L’Europa di Meloni è una confederazione di stati sovrani uniti dai valori cristiani ed occidentali, dalla NATO e dal mercato. Deve essere chiaro il confine degli amici e dei potenziali nemici.

Letta ha parlato di guerra costituente secondo il metodo funzionalistico di Monnet. Cosa in realtà che nega alle radici la costituzione dell’Europa che nasceva dal ripudio della guerra.

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Il suo federalismo è sostanzialmente quello delle governance globali ed intergovernative. Il terreno è l’Occidentalismo.

La realtà spinge verso una complementarietà tra le due impostazioni con un prevalente di Meloni. Come si fa a non vedere che la guerra è attraversata da nazionalismi profondi?

Che il nazionalismo Russo ha aggredito. Che la difesa Ucraina è pregna di nazionalismo. Che tutti si muovono su questa base combinata con gli interessi del capitale globale?

Tutti si riarmano e arricchiscono i signori delle armi. I Nordici preferiscono la NATO all’esercito europeo. Come d’altronde è accaduto in tutto il dopo 89 con i Paesi dell’Est, nazionalisti e pro NATO o qualcuno nazionalista e pro Russia.

Per le questioni energetiche idem e peggio dal punto di vista delle ricadute economiche e climatiche.
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Quello che rende comunque forti e egemoni le destre è che la globalizzazione neoliberale e la UE sono in antitesi al compromesso sociale e democratico che ha ricostruito il mondo dopo la seconda guerra mondiale. E ci consegnano il mondo delle guerre economiche e militari.

Per questo il futuro è fuori da questa “dialettica”. È l’idea di un nuovo ordine democratico globale e di una Europa sociale e democratica e non appartiene né alle destre né ai neoliberali.

* Roberto Musacchio 

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