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domenica 23 Gennaio 2022
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Il governo snobba Gino Strada per sfilare al meeting di Comunione e Liberazione

Nessun rappresentante del governo è intervenuto alla camera ardente di Gino Strada, al contrario della massiccia partecipazione all’annuale meeting di Comunione e Liberazione.

Governo: niente Gino Strada, c’è il meeting di Comunione e Liberazione

Sono quasi 11.000 le persone che hanno voluto portare il proprio ultimo saluto a Gino Strada nei tre giorni di Camera ardente allestita a Milano presso Casa EMERGENCY.

Oltre ai volontari e agli operatori dai vari progetti, tantissime persone comuni hanno voluto ringraziare il chirurgo e fondatore per l’instancabile lavoro a tutela del diritto alla salute delle vittime di guerra e povertà.

Tra i tanti amici e sostenitori di Gino, hanno portato un ultimo tributo anche personalità di spicco come Fiorella Mannoia, la famiglia Moratti, Renzo Piano, Massimo Galli, Don Luigi Ciotti, Fabio Fazio, Agostino Miozzo, Don Mazzi, Maurizio Landini, Michele Serra, Flavio Insinna, Frankie Hi-Nrg MC, Nina Zilli e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Ciao Gino: l'ultimo saluto a Gino Strada (video)
Foto di Eleonora Stevani

Quello che, a seconda dei punti di vista, può essere vista come una macchia o una medaglia, è l’assenza degli esponenti del governo: nessuno è intervenuto, al contrario della parata che è sfilata all’annuale meeting di Comunione e Liberazione.

A Rimini è stato addirittura il Presidente della Repubblica ad inaugurare la kermesse di quest’organizzazione che persegue battaglie ideologiche di tipo clericale con grave danno per molti settori, come ad esempio quello della sanità pubblica, oltre a favorire la carriera politica di tanti suoi appartenenti (il caso più noto resta quello di Formigoni).

E poi si sono visti ministri, sottosegretari e politici di ogni schieramento.

Il governo snobba Gino Strada per sfilare al meeting di Comunione e Liberazione

Ma l’assenza di rappresentanti del governo alla Camera ardente di Gino Strada non sorprende. A spiegarlo bene sono le parole di Maurizio Acerbo, segretario di RC-Sinistra europea:

Non mi stupisce che nessun esponente del governo sia andato a rendere omaggio a Gino Strada per l’ultimo saluto.

Nemmeno l’assenza delle più alte cariche dello stato.
Uno degli elementi costituenti della seconda repubblica è stato il ritorno della guerra e la condivisione da parte dei due poli del nuovo ruolo della NATO con le relative “guerre umanitarie”.

Ricordo che la prima partecipazione diretta dell’Italia repubblicana a un conflitto fu nel 1999 la guerra contro la Serbia: il presidente del consiglio era Massimo D’Alema, ministro della Difesa Sergio Mattarella.

Tra centrodestra e centrosinistra vi è stata una costante competizione nel dichiararsi fedeli alleati degli USA e servizievoli partner nella NATO.”

Date il Nobel a Gino Strada, anzi dategliene due!

 

Ciao Gino: l’ultimo saluto a Gino Strada

 

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