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martedì, Agosto 16, 2022

L’abisso di Omar Palermo, ‘Youtubo anche io’

La morte di Omar Palermo, 42 anni, di Corigliano-Rossano, meglio noto come “Youtubo anche io” e conosciuto nel mondo dei social come l’uomo che sfidava se stesso mangiando enormi quantità di cibo, merita qualche riflessione prima che l’attenzione si sposti su altro, nel vortice delle notizie che si autodistruggono continuamente.

L’abisso di Omar Palermo

Omar Palermo è deceduto lo scorso 18 agosto in una clinica di Laurignano, nel Cosentino, dove stava seguendo un periodo di riabilitazione, dopo una brutta caduta.

Influencer con 500 mila iscritti sulla sua pagina social con oltre 66 milioni di visualizzazioni, Palermo era diventato una celebrità del web con il sul suo canale social dove appariva intento a divorare enormi quantità di cibo.

Alcuni suoi video erano diventati popolarissimi, come quello in cui trangugiava di fila “40 kinder fetta al latte e un pollo rafforzante” o “un kilogrammo di tiramisù più mezzo pollo“.

Per mesi aveva continuato a sfidare se stesso contro razioni giornaliere sempre più impossibili, seduto al tavolo con una flemma invidiabile. Una sfida che appariva sempre più sofferente e controversa. Tanto che gli spettatori online si dividevano tra quelli goliardici che lo acclamavano chiamandolo maestro,  quelli più preoccupati che lo invitavano a smettere, fino agli haters che lo subissavano di insulti.

Ma nonostante tutto, nei suoi filmati, Omar Palermo continuava ad apparire tranquillo, educato, affabile.

Molto riservato sulla sua sfera privata , non aveva accont sui social, YouTubo Anche Io si era congedato dal web con un video dell’8 giugno 2019. Malgrado l’assenza di nuove pubblicazioni gli iscritti continuano a crescere fino a superare quota 500 mila con 66 milioni di visualizzazioni complessive.

Un personaggio complesso.

Oggi molti si chiedono cosa abbia spinto centinaia di migliaia di persone a osservare quella sorta di discesa agli inferi di una persona fragile che si autodegradava attraverso queste performance estreme.

L'abisso di Omar Palermo, ‘Youtubo anche io’

Youtubo anche io, e tu, e noi…

20 anni fa si facevano gli stessi discorsi per le pornostar,  non solo. Ma la morte è sempre stato il polo di attrazione di qualsiasi uomo ed epoca.

Vivere non può essere una condanna alla nostra idea di felicità, altrimenti i talebani siamo noi. Così come il pubblico non può essere umanizzato in alcun modo, nel Colosseo oggi venerato i nostri antenati adoravano il momento in cui lo schiavo di turno veniva mangiato dai leoni. E il pugilato? Diciamo “speriamo che non lo ammazzi” oppure mentre carica il gancio, il nostro, vogliamo che affondi e quello che sia, sia, per la vittoria?

Voglio dire, ci sono in giro ancora quelli che sparano per divertirsi agli animali. Ognuno fa ciò che crede, poi c’è la legge che pone limiti di convivenza civile, da noi abbastanza sensati. Ma torniamo a Omar. Siete sicuri che una vita anonima fosse preferibile al suo assai discutibile successo di YouTuber? Non facciamo gli psicologi improvvisati.

Non giudichiamo quello che non conosciamo. E se siamo davvero bravi, neanche quello che conosciamo. Il mondo ripete se stesso e siamo profondamente cattolici nel dire che è colpa nostra, di qualcosa che non ha spiegazione.

Soltanto perché non sappiamo stare nel vuoto, il vuoto in cui lui stava assai più che di noi. Per questo tanti lo guardavano e lo piangono, forse.

Per questo a voi suscita tanto altro, eppure lo conoscete da 10 ore. Perché ci sono pezzi di noi, nelle emozioni che proiettiamo sull’altro. Sempre.

Che cosa proviamo per la parte di noi che è rappresentata da questo ragazzo? Questa invece sì che è una buona domanda.

 

 

L'abisso di Omar Palermo, ‘Youtubo anche io’

 

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Luca Buonaguidi
Luca Buonaguidi
Scrittore e psicologo, ha pubblicato libri di viaggio, di musica e di poesia.

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