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lunedì 17 Gennaio 2022
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Terremoto ad Haiti, un paese in ginocchio, in attesa di Onu e Ue primi aiuti da Cuba e Venezuela

Continuano le operazioni di salvataggio dopo il devastante terremoto ad Haiti. La Protezione civile locale: “Circa 600.000 persone direttamente colpite che necessitano di assistenza umanitaria immediata“.

Terremoto ad Haiti: le vittime salgono a 2.189, oltre 12mila feriti e 332 dispersi

È salito ad almeno 2.189 morti, 12 mila feriti e 332 dispersi il bilancio del sisma di magnitudo 7.2 che ha colpito Haiti sabato. Lo ha reso noto  la Protezione civile locale, sul suo account Twitter.   “Abbiamo circa 600.000 persone direttamente colpite e che necessitano di assistenza umanitaria immediata“, ha affermato Jerry Chandler, direttore della Protezione civile haitiana.

Unicef: 580mila persone necessitano assistenza. I numeri ufficiali dei morti e delle distruzioni ad Haiti continuano a crescere.

Lo denuncia l’Unicef in una nota, sottolineando che le valutazioni preliminari condotte dall’agenzia Onu e dai funzionari statali in uno dei tre dipartimenti più duramente colpiti dal terremoto di sabato, seguito dalla tempesta Grace lunedì, hanno rivelato una vasta distruzione delle scuole, a poche settimane dalla loro riapertura. Più di 115.000 case risultavano danneggiate o distrutte, e quasi 580.000 persone, ovvero circa il 40% della popolazione dei tre dipartimenti, avevano bisogno di assistenza di emergenza.

Terremoto ad Haiti, un paese in ginocchio, in attesa di Onu e Ue primi aiuti da Cuba e Venezuela

Primi aiuti da Cuba e Venzuela

La Brigata Medica cubana ad Haiti, composta da 253 sanitari, continua ad assistere dal primo giorno le vittime nelle zone più colpite dal terremoto ed ha riadattato un ospedale per eseguire interventi chirurgici d’urgenza e fornire così le cure necessarie ai pazienti.

Abbiamo ricevuto molti feriti, alcuni sono stati sottoposti ad un intervento chirurgico d’urgenza, altri hanno ricevuto solo cure mediche perché erano feriti meno gravemente.
Inoltre, in questo momento drammatico che sta vivendo il Paese, ci sono anche le buone notizie come la venuta al mondo di nuove vite e pertanto abbiamo dovuto eseguire dei parti cesarei. Tutti hanno avuto esito favorevole. I pazienti che abbiamo curato sono stati dimessi con un’evoluzione positiva”, ha detto il medico cubano Pérez Morales.

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In un altro dipartimento gravemente colpito dal terremoto, quello di Nippes, c’è un’altra équipe medica cubana che si prende cura dei feriti.

Ancora non avevamo messo il camice e già cominciavano ad arrivare i pazienti (…) siamo rimasti praticamente tutto il giorno al lavoro, non c’era tempo per la colazione o il pranzo”, ha detto l’infermiera Aliosca Asencio, citata da Prensa Latina.

Il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha sottolineato che l’isola mantiene la sua “eterna solidarietà verso il nobile popolo haitiano. In questi momenti difficili, come già avviene da molti anni, il nostro personale sanitario si trova lì salvando vite

Il governo socialista venezuelano ha aperto un ponte aereo umanitario verso Haiti attivando la Task Force Simon Bolivar ed inviando un primo aereo con 30 tonnellate di cibo e medicine ed acqua potabile alla vicina isola, come risposta immediata al disastro e secondo le linee guida del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

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