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martedì 17 Maggio 2022
PolisMondoLa battaglia del Donbass: linee ucraine sotto pressione

La battaglia del Donbass: linee ucraine sotto pressione

Neil Hauer (dalle linee ucraine): “Appena tornato da Lysychansk, parte dell’ultimo frammento dell’oblast di Luhansk ancora sotto il controllo ucraino. Situazione molto difficile: i russi stanno spingendo al massimo l’offensiva qui ora. La città non ha acqua, comunicazioni, elettricità e artiglieria e il fuoco dei mortai è costante”.

Di Fabio Franchi.

Linee ucraine sotto attacco: il “punto” sulla battaglia del Donbass

Premesso che è estremamente difficile fare un’analisi militare di questa battaglia, dato che non ci si può fidare né della propaganda di Mosca né di quella di Kiev, la battaglia del Donbass è caratterizzata dalla forte pressione che l’esercito russo esercita su tutto (si badi, non solo sui fianchi) l’arco del fronte del saliente che si estende da Izyum fino a Popasna, conquistata nei giorni scorsi dai russi.

In particolare i russi stanno premendo nella zona della città di Severodonetsk, situata ad est del fiume Severskij Donec in cui si trova anche il villaggio di Voevodivka, occupato dai russi in queste ultime ore (anche la stessa Severodonetsk del resto rischia di essere occupata dai russi).

Nei giorni scorsi però i russi hanno subito un altro cocente scacco nella zona ad ovest di Lysychansk (ossia nel settore settentrionale del saliente) mentre tentavano di attraversare il Severskij Donec.

L’artiglieria ucraina ha distrutto non solo due ponti che l’esercito russo aveva gettato per l’attraversamento del fiume ma anche circa 60 veicoli e mezzi corazzati russi (la documentazione video diffusa dagli ucraini ne dovrebbe mostrare 58), anche se alcune unità russe dovrebbero essere riuscite ad attraversare il fiume in altri punti (i russi starebbero anche colpendo le posizioni ucraine a Lysychansk con un intenso fuoco di artiglieria).

Preoccupante però per i russi è la “puntata” offensiva ucraina nella zona ad est di Kharkov, dato che costringe i russi ad inviare dei rinforzi (pare siano una quindicina di battaglioni tattici) in questo settore, sottraendoli quindi a quello del Donbass.

In sostanza la battaglia del Donbass è sempre più simile ad una battaglia della Grande Guerra ovverosia una battaglia in cui giocano un ruolo decisivo l’artiglieria, il numero dei battaglioni e la “capacità di combattimento” dei soldati. Entrambi gli eserciti comunque hanno problemi di “manpower”.

L’Ucraina è stata costretta ad una mobilitazione generale (della effettiva “capacità di combattimento” della maggior parte dei riservisti, ucraini e russi, è comunque lecito dubitare) ma anche la Russia ha dei seri problemi di “manpower”, dato che si ritiene che in questa “operazione speciale” abbia già impiegato il 50-60% del suo esercito (non delle sue Forze Armate, che comprendono circa un milione di militari), che prima del 24 febbraio scorso contava circa 325.000 militari, inclusi 45.000 militari delle forze aviotrasportate, ma sembra che anche i russi stiano impiegando diverse decine di migliaia di riservisti (i coscritti del 2022 non possono essere impiegati prima che passino alcuni mesi).

Vi è ancora dunque un braccio di ferro nel Donbass tra ucraini e russi, anche che se i russi detengono l’iniziativa (tranne però nella zona di Kharkov). Peraltro, si deve anche tener conto che russi cercano di danneggiare il più possibile la struttura logistica e le linee di comunicazione dell’esercito ucraino (essenziali per fare giungere al fronte le armi e l’equipaggiamento militare inviato in Ucraina dai Paesi occidentali) con attacchi aerei e lancio di missili.

In definitiva, l’esercito russo sta ancora cercando di sfondare il fronte ucraino del Donbass, con guadagni territoriali limitati, di modo da creare le condizioni per effettuare una manovra a tenaglia e circondare buona parte delle brigate ucraine, che comunque per ora non mostrano segni di cedimento, al punto che sono in grado di effettuare dei contrattacchi non solo nella zona di Kharkov ma anche lungo il fronte del Donbass (ma a Lysychansk e a Severodonetsk la pressione russa sta aumentando notevolmente e potrebbe aprire delle brecce nelle difese ucraine).

Non è facile quindi fare previsioni anche se è lecito ritenere che sia i russi che gli ucraini subiscano perdite elevate, di modo che se non vi sarà uno sfondamento del fronte ucraino nelle prossime settimane è probabile che vi sarà una “situazione di stallo” che sia i russi che gli ucraini sfrutteranno per riorganizzarsi e prepararsi ad una nuova offensiva o controffensiva.

Ovviamente nel frattempo si potrebbe arrivare (come ci si deve augurare) ad una soluzione diplomatica di questo conflitto ma si potrebbe anche alzare pericolosamente il “livello dello scontro”.

Si deve infatti, anche tener conto che russi – per ragioni politiche o, meno probabilmente, militari – finora non hanno impiegato i bombardieri per effettuare dei bombardamenti a tappeto delle principali città ucraine, Kiev inclusa (uno scenario “da incubo”, benché per fortuna anch’esso poco probabile, che purtroppo non si può escludere è uno scontro tra la Russia e la Nato).

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Fabio Falchi
Fabio Falchi
Saggista e ricercatore indipendente. Tutte le sue pubblicazioni: https://independent.academia.edu/Ffalchi

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