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martedì 17 Maggio 2022
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La guerra e l’effetto Churchill, ma davvero così la democrazia è più salda?

“Il clima di conflitto, come nella pandemia, ha conseguenze insolite: si sono imposte coesione dell’opinione pubblica e della politica e una diversa gerarchia di priorità”, avverte Massimo Nava dal Corriere della sera. “L’aggressore e l’aggredito. Il grosso contro il piccolo. Il cattivo contro il buono. Gli ingredienti c’erano tutti per trasformare le analisi sulla guerra in Ucraina in una specie di tifo“, l’ammonimento di Fulvio Scaglione, già corrispondente da Mosca e vice direttore di Famiglia Cristiana. Andiamo con Nava a vedere con più attenzione cosa ci sta realmente accadendo, consapevoli o meno.

La democrazia schierata in tempo di guerra e ‘l’effetto Churchill’

Di Massimo Nava*

Democrazia davvero più salda?

La guerra di Putin, la repressione del dissenso e l’eroismo ucraino hanno un effetto benefico sull’Occidente. Alleanza atlantica più salda, Europa più coesa, valori di democrazia e libertà difesi ed esaltati : « …libertà va cercando ch’è si cara come sa chi per lei vita rifiuta», c’insegna Dante. Ma il clima di guerra, come nella pandemia, ha conseguenze insolite sull’esercizio della democrazia. Si sono imposte coesione dell’opinione pubblica e della politica e una diversa gerarchia di priorità.

Il ‘fenomeno Churchill’

E si sono rafforzate le leadership, come se Churchill fosse una figura storica di ritorno. Il caso più evidente è la Francia alla vigilia delle elezioni. Emmanuel Macron, presidente di turno del Consiglio UE, ha quasi certezza di essere rieletto senza combattere. Il gioco è facilitato dalla debolezza degli avversari, ma i francesi dimostrano più fiducia nel play maker di politica estera e mettono fra parentesi problemi interni che di solito infiammano la campagna.

Scholz dopo Merkel

In Germania, il cancelliere SPD Olaf Scholz, intimidito dall’eredità di Angela Merkel, ci ha messo poco a farla dimenticare e a imporsi come leader di battaglia, mentre giornali vicini alla SPD addossavano alla ex cancelliera gravi errori nel rapporto con Putin. Scholz, con l’alleato verde ha fatto un’ inversione a U della politica di difesa (come a suo tempo Schroeder e Fischer nei Balcani) e ha investito grandi somme in armamenti con il consenso dei tedeschi.

Il Boris salvato

E che dire di Boris Johnson, vicino alle dimissioni al tempo della pandemia e politicamente resuscitato, al pari del presidente Joe Biden, contestato per la maldestra uscita dall’Afghanistan, che si è ripreso la scena come comandante dell’Alleanza, di cui sta imponendo la strategia.

Italia-Mattarella-Draghi

In Italia, ci si chiede che cosa ne sarebbe del Paese senza la rielezione di Sergio Mattarella e il carisma di Mario Draghi, al punto che qualsiasi spiffero nella maggioranza è immediatamente sopito. Meglio che il timone resti in mani salde. Le leadership si rafforzano dunque nello spirito di Dunkirk, attraverso coesione delle sensibilità collettive di fronte all’emergenza. L’opinione pubblica tende a sua volta a spegnere la critica. Anche nelle opposizioni prevalgono spirito patriottico ed esigenze superiori.

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Voci di dissenso

Parliamo di automatismi, di psicologia di massa, non certo di imposizioni. Ma sarebbe utile rifletterci. Quantomeno per non ridicolizzare voci di dissenso e non considerare pericoloso per la patria persino Dostoevskij.

*L’articolo originale di Massimo Nava è pubblicato su Remocontro

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