Dalla politica ai corsivisti, sulla grande stampa italiana e in particolare sul principe dei quotidiani, sulla crisi afghana, al grido di armatevi e partite, è tutto un invito alla real politik.
Afghanistan, armatevi e partite!
Da quando la crisi afghana è tornata al centro della ribalta mediatica, il principale quotidiano italiano, con una serie di interventi di grandi firme, si è lanciato in una sorta di campagna in grande stile per il riarmo della Ue con fini evidentemente restaurativi.
Tra questi c’è stata prima la giustificazone delle guerre umanitarie da parte di Galli Della Loggia, in base però allo strano principio secondo il quale vale solo se si vince… poi un appello del commissario europeo agli affari esteri Josep Borrell per la costituzione di una forza comune di pronto intervento di 5000 uomini per “tutelare i nostri interessi” .
Quali sarebbero questi nostri interessi? Il pronto intervento si traduce in “guerra” e per cosa? Alleanze, affari, interessi di grandi compagnie? Per quale nobile causa delle persone dovrebbero morire?
Perfino il nostro assai placido Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilanciato a gran voce la costituzione di una difesa comune.

Ma la palma del pasdaran tra i liberal-guerrafondai spetta al principee dei corsivisti del Corsera, Angelo Panebianco, il quale scrive:
1) che bisognerebbe rinunciare a ulteriori quote di sovranità nazionale, rinunciando di fatto al principio costituzionale che ripudia la guerra;
2) che bisognerebbe farla finita con il “perfezionismo democratico” , cioè tutti quegli ostacoli morali, etici, perfino pratici, di chi vorrebbero che la democrazia rispettasse i propri principi. Per Panebianco c’è la “democrazia reale” che produce real politik, ovvero affari e guerre.
3) E poi basta con la solfa sui diritti umani, utili solo a fini di propaganda contro i regimi totalitari, inutili se sono in gioco i famigerati nostri interessi…
Dopo Panebianco è stato il turno di Paolo Mieli che parla di un’Europa “parassita” che, non essendosi mai impegnata in prima persona per difendere i propri interessi, si permette adesso di fare le pulci a un’America che ha sempre cavato le castagne dal fuoco anche per lei.
Ammette che Biden e i suoi predecessori qualche errore in Afghanistan lo hanno compiuto, bontà sua, ma nell’insieme andrebbero ringraziati.
La conclusione è la stessa dei vari Galli Della Loggia e Panebianco: cara Europa, basta con gli imbelli pacifismi: armatevi e partite!

Leggi anche
- Con l’Afghanistan la storia viene rimossa: il grande gioco occidentale
- L’orribile sciacallaggio di Salvini sull’attentato a Kabul
- Khasha Zwan, il comico giustiziato, ci trascina nella solidarietà ma con distacco
- Al Meeting di CL attaccano il Reddito di cittadinanza: i cattolici amano la povertà altrui
- L’abisso di Omar Palermo, ‘Youtubo anche io’
- Liberate Julian Assange: Usa e Gran Bretagna sperano nel suicidio?
- Cartoline da Salò: Un anno marchiato dalle stimmate della pandemia
- Italia-Inghilterra 4-3 (dcr), i calci di rigore












