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domenica 23 Gennaio 2022
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Al Meeting di CL attaccano il Reddito di cittadinanza: i cattolici amano la povertà altrui

Due giorni fa, in una delle tante riunioni organizzata all’interno del Meeting di Comunione e Liberazione, si è assistito all’ennesimo attacco al Reddito di cittadinanza.

Al Meeting di CL attaccano il Reddito di cittadinanza

Al seminario di Comunione e Liberazione, organizzazione cattolica ideologicamente turboliberista, filoconfindustriale e dunque (intrinsecamente) anticristiana, diversi leader del centrodestra tradizionale e del “centrodestra di sinistra” si sono scagliati contro questo strumento che cerca di alleviare le pene dei ceti più disagiati.

È del resto da quasi un anno che tv e giornali ripetono a tambur battente che questa misura va abolita perché – questa è la vulgata dominante – disincentiva la ricerca di un’occupazione.

Nell’ottica neoliberale l’individuo deve infatti provvedere in tutto e per tutto a se stesso e deve soprattutto essere stimolato dalla propria condizione di indigenza per darsi da fare, ingegnarsi, sfruttare le proprie qualità e il talento che invece il reddito di cittadinanza assopisce. La povertà, per gli amici di CL, è insomma un’opportunità.

La povertà raccontata dai pacchi alimentari

Non passa inoltre giorno in cui non si parla dei malfunzionamenti e delle assegnazioni improprie. Con la bava alla bocca i vari Bonomi, Tinagli, Renzi, Meloni, Salvini fino ai più pittoreschi come Paragone straparlano di abusi cui vorrebbero porre fine abrogando il reddito di cittadinanza.

Gianni Cuperlo, non dunque un estremista sedizioso bolscevico come il vostro affezionatissimo (ho tanta gente che mi vuole bene), ha detto che è po’ come pretendere di risolvere il problema degli automobilisti che passano con il rosso abolendo i semafori.

Io, che effettivamente sono meno, molto meno moderato, non voglio invece servirmi di analogie e penso che i rigoristi dell’ortodossia neoliberale siano animati da una falsa coscienza mostruosa: difendono non solo gli interessi dei ceti più abbienti, non solo vedono nel Rdc qualcosa che frena la china negativa dei salari, ma friggono di rabbia per l’idea che una parte pur misera dellla ricchezza possa essere ridistribuita verso il basso.

Comunione e fatturazione.

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Paolo Desogus
Paolo Desogus è Maître de conférences presso la Sorbona di Parigi. Nel 2015 la sua tesi di dottorato in italianistica e semiotica ha ottenuto il Premio Pier Paolo Pasolini conferito dalla Cineteca di Bologna. Oltre a diversi articoli su riviste specialistiche, ha pubblicato La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’œuvrede Pier Paolo Pasolini (Éditions Mimésis, 2018) e Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema (Quodlibet, 2018).

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