Salvador Ramas, che vive a Uvalde, ha sparato anche alla nonna prima di recarsi a scuola e aprire di nuovo il fuoco uccidendo 19 bambini e altri due adulti. È stato poi ucciso nell’intervento delle forze dell’ordine.
Strage di bambini a Uvalde
Una massacro peggiore di Columbine. Questa volta a Uvalde, Texas, città al confine con il Messico. Un ragazzo è entrato in una scuola elementare, la Robb Elementary School, armato di fucile e pistola semiautomatica, e ha sparato all’impazzata.
Pesantissimo il bilancio: 22 le vittime di cui 19 bambini, due adulti, e l’uomo che ha sparato, Salvador Ramos, di 18 anni.
I moventi dell’attacco, uno dei peggiori avvenuto in una scuola da anni, sono al momento sconosciuti. Salvador, che vive a Uvalde, ha sparato anche alla nonna prima di recarsi a scuola e aprire di nuovo il fuoco.
Iò 18enne ha usato un fucile d’assalto AR-15 versione civile dell’M4 fornito a truppe in Iraq e Afghanistan, arma di quasi libera vendita.
Negli Usa è più facile comprare un’arma che un’antibiotico, e non è una battuta.
Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in un discorso alla nazione, ha detto: “Dobbiamo chiederci, in nome di Dio, quando ci opporremo alla lobby delle armi”. E ha continuato dicendo di essere “stanco di tutto questo. Dobbiamo agire, dobbiamo trasformare il dolore in azione. E non ditemi che non possiamo fermare i massacri”.
Perché – ha continuato – vogliamo rassegnarci ai massacri? Perché continuiamo a lasciare che questo succeda?”. Ma ora Biden ha ribadito che chiederà al Congresso di agire, e di mettere un freno alla circolazione delle armi. ”
La scia di sangue
Solo negli ultimi 23 anni ci sono state in Usa 11 sparatorie nelle scuole.
Una lunga scia di sangue che parte da Columbine, Colorado, 20 aprile 1999. Dove 2 studenti della Columbine High School, di 17 e 18 anni, armati fino ai denti, hanno ucciso 12 compagni di classe e un insegnante in pochi minuti prima di suicidarsi nella biblioteca.
Il bilancio delle vittime sarebbe stato ancora più alto se fossero riusciti a far esplodere le loro bombe artigianali. Passa per la Virginia, 16 aprile 2007; il Connecticut, 14 dicembre 2012; l’ Oregon, 1 ottobre 2015; Texas, 18 maggio 2018 e arriva in California, 14 novembre 2019 e Michigan, 30 novembre 2021, solo per citarne alcune.
E soprattutto, stiamo parlando solo delle scuole. Altrimenti l’elenco sarebbe ancora più lungo. Ma questo non ferma la lobby delle armi.
Leggi anche
- Putin delendo est: l’impossibilità politico mediatica di essere equilibrati
- La nuova guerra fredda: popoli, populismo e democrazia senza demos
- Antonio Spadaro e le sue 10 considerazioni sulla guerra in Ucraina
- Usa, Contras e lo scandalo Irangate: le resistenze dimenticate
- Non solo Azov: tutte le infiltrazioni neonaziste nelle forze armate ucraine
- Dalla pandemia alla guerra: la distopia nel cambio d’epoca
- L’America Latina volta le spalle agli Usa: nessuno Stato sanziona la Russia
- Cartoline da Salò: il nuovo libro di Alexandro Sabetti













