Marco Travaglio: “Siamo ridotti a sperare in Erdogan perchè è un nostro alleato e quindi “buono e democratico” per definizione. Adesso è il principale vettore di una trattativa che si è arenata due mesi fa”.
Travaglio a La7: “Per la pace ci siamo ridotti a sperare in Erdogan”
L’onnipresente (su La7) direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ospite a “Otto e mezzo”, ha parlato ancora del caso del viaggio ipotizzato e ormai saltato del leader della Lega Matteo Salvini a Mosca:
“Nel dibattito sulla guerra, se ci mettiamo a fare il giochino delle figurine, non ne usciamo più. Pensate che ci siamo ridotti a sperare che Erdogan propizi la pace. Chi ce lo doveva dire che un dittatore che sta massacrando i curdi nella totale impunità internazionale, essendo un nostro alleato e quindi “buono e democratico” per definizione, adesso è il principale vettore di una trattativa che si è arenata due mesi fa?”.
Ma Travaglio ne ha anche per Mario Draghi:
“L’idea che Salvini possa tramare oltre 3 mesi nell’ombra non gli somiglia e basta comunque leggere i giornali e le agenzie per sapere che andava e veniva dalle ambasciate. Salvini sarà pure cazzaro, e io lo dico da una vita, ma l’ha fatto alla luce del sole. Mi meraviglia che né Draghi, né il suo ufficio stampa, né gli altri membri del governo leggano i giornali: avrebbero scoperto subito, dal 3 marzo, che stava parlando con l’ambasciatore russo e che stava programmando un viaggio in Russia”.

Il direttore del Fatto conclude così: “Possibile che il presidente del Consiglio non chiami il leader del secondo partito di maggioranza e gli dica che queste cose le fa il governo? E perché Draghi non gliel’ha detto il 5 maggio? Salvini non ha fatto niente in modo sotterraneo. Non è che entrava facendo il passo del leopardo dal retro. Sapevamo tutto. Ma è possibile che su una questione così decisiva il presidente del Consiglio non risolva questa cacofonia nella maggioranza?”.
Marco Travaglio: “Salvini parla bene del Fatto? Non mi importa… Siamo costretti a sperare in Erdogan”
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