19.2 C
Rome
giovedì 19 Maggio 2022
NewsLa nuova accoglienza nell'Italia con l'elmetto: profughi si, neri no

La nuova accoglienza nell’Italia con l’elmetto: profughi si, neri no

Una signora italiana si offre di ospitare due profughi ucraini ma poi scopre che sono africani e rifiuta. È la nuova accoglienza bellica. A raccontarlo è Suor Anna Alonzo, che in provincia di Palermo gestisce una casa famiglia.

Nuova accoglienza: profughi si, neri no

I primi segni che qualcosa stava andando per il verso sbagliato erano arrivati direttamente dall’alto, per così dire, con la decisione emergenziale dell’UE di una protezione temporanea della durata di un anno, prorogabile al massimo per altri due anni applicabile ai soli profughi ucraini, che sta generando diversi casi di discriminazioni anche tra chi fugge dalla stessa guerra. Fuggi da Kiev ma non sei ucraino, non vieni considerato profugo per questa disposizione.

Ma poi arrivano brutte storie come quella raccontata da Suor Anna Alonzo, che a Casteldaccia (in provincia di Palermo) gestisce la “Casa della Regina di Pace”, dove negli anni ha accolto numerose ragazze nigeriane salvate dalla schiavitù della prostituzione.

Due ventenni nigeriani, Michael e Meshack, che vivevano a Kiev, uno studiava economia, l’altro medicina, quando la guerra è iniziata, sono stati costretti a fuggire dalla capitale ucraina, trovando rifugio in Italia.

Al Corriere della Sera Suor Anna ha dichiarato:

“Quando sono arrivati, dopo cinque giorni di viaggio, utilizzando autobus, spesso camminando a piedi, erano esausti. Sono crollati sulla sedia e hanno dormito per ore”

 

Ma poi è arrivata la brutta sorpresa perchè la donna che si era offerta di ospitarli, infatti, una volta venuta a conoscenza dei natali di Michael e Meshack, si è rifiutata di accoglierli in casa propria.

“Due profughi bianchi andavano bene, ma neri no. Mi ha detto che non voleva ospitare due africani.”

I due ragazzi erano giunti in Sicilia con un altro giovane africano, che si è ricongiunto alla sua famiglia a Trapani. La religiosa ha concluso:

“Speriamo che qualcuno li aiuti. È lo spettro del razzismo. Che differenza c’è tra un ragazzo ucraino e un ragazzo nigeriano che vive in Ucraina? Sono entrambi esseri umani in fuga dalla stessa guerra”

 

Probabilmente, come avrebbe titolato un noto quotidiano, la signora non è razzista, legge anche Kant.

 

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

Leggi anche

 

 


Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli