Giuliano Cazzola abbandona lo studio de l’Aria che Tira: “La sua non è una trasmissione obiettiva, quindi io me ne vado e non vengo più”.
Giuliano Cazzola sbrocca dalla Merlino
Giuliano Cazzola, ex sindacalista e deputato del Pdl, si infuria nel corso dell’edizione del 20 maggio de L’Aria che Tira, scagliandosi contro Myrta Merlino. “Ci conosciamo da tanti anni io e lei, sa che cosa faccio? Mi alzo, me ne vado e non vengo più”.
“Io – continua Cazzola – sono qui dalle 12.20 e ho visto prima uno show di Michele Santoro, che sinceramente lei non può imporre a me, sono una persona libera e non voglio vedere questo show. Adesso mi porta le parole di Moni Ovadia… Che possibilità ho? Faccio la foglia di fico? Che possibilità ho di rispondere ad un’ora di veleno e menzogne? La sua non è una trasmissione obiettiva, quindi io me ne vado e non vengo più”.
La tv italiana, con tutto il suo carrozzone dell’infotaiment, in questi tre mesi di crisi ucraina, sta fornendo materiale infinito sullo stato dell’informazione nel nostro paese e, di conseguenza, della sua “igiene democratica”. Ora si è arrivati al paradosso che non basta più avere una narrazione a senso unico della guerra – nel senso interventista e militaresco- è bene ricordarlo ogni volta, in cui il 90% degli ospiti e opinionisti dice le stesse cose.
Da fastidio anche quel 10% e che fa gridare alla presenza eccessiva dei “putiniani” sui media. Poi ci si domanda come mai il ranking di quest’anno di Reporter senza frontiere ci porta al cinquantottesimo posto. Sprofondati di ben diciassette posizioni rispetto al 2021.
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