Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani, a 30 anni dalla strage di Capaci, continua a chiedere la verità con un appello agli “uomini dello Stato che hanno tradito”.
30 anni fa la strage di Capaci. Le commemorazioni
Alla commemorazione delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio, oltre al capo dello Stato Sergio Mattarella, sono presenti una folla di studenti provenienti da tutt’Italia, Maria Falcone, numerosi esponenti del governo: i ministri dell’Istruzione Patrizio Bianchi, dell’Interno Luciana Lamorgese, della Giustizia Marta Cartabia, dell’Università Maria Cristina Messa, degli Esteri Luigi Di Maio.
A commemorare Francesca Morvillo, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli uomini delle loro scorte, nel trentennale delle stragi, ci sonno anche il capo della Polizia Lamberto Giannini, il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, il procuratore di Roma Francesco Lo Voi.
Le parole della vedova dell’agente Vito Schifani
Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani, in quest’importante anniversario continua a chiedere collaborazione per conoscere la verità e ha lanciato un nuovo appello anche agli “uomini dello Stato che hanno tradito“. Proprio lei che trent’anni fa ai funerali gridò ai mafiosi: “Io vi perdono, però dovete mettervi in ginocchio“.
In un’intervista al Giornale radio Rai ha affermato: “Direi di comportarsi degnamente, anche alle forze dell’ordine che indossano la divisa, di non sporcarla come hanno fatto in passato quelli che hanno tradito. Il mio appello è: cercate di avere una coscienza perché poi andrete a vedervela con Dio”.
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